“Siamo speranzosi ma sempre cauti perché abbiamo avuto tante delusioni. Vogliamo fare l’esame del Dna e pare che ci sia anche la disponibilità della ragazza, che ha una storia molto particolare da quello che abbiamo appreso. Vedremo. E’ una notizia su cui lavoriamo da 5-6 giorni. Domani ne sapremo di più perché è una cosa di ‘Chi l’ha visto?‘”. Sono le parole dell’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone, il cui caso potrebbe riaprirsi a oltre 16 anni dalla sua scomparsa avvenuta, all’età di 4 anni, il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani.

Sul caso della sua scomparsa è tornata la trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ mostrando l’appello fatto a una tv russa da una ragazza che ha raccontato di essere stata rapita quando era una bimba e che somiglia alla mamma di Denise che in questi anni non ha mai smesso di cercarla e di fare appelli pubblici. Nel corso di questi 16 anni le segnalazioni su avvistamenti della bambina scomparsa davanti casa a Mazara del Vallo sono state tantissime, ma tutte senza esito positivo.

Una vicenda simile a quella di Angela Celentano, la bimba di 3 anni svanita nel nulla nell’agosto 1996 sul Monte Faito, in provincia di Napoli, e ricercata fino a poco tempo va anche in Messico prima che la procura di Torre Annunziata  decidesse di archiviare definitivamente le indagini a inizio 2020.

La stessa Federica Sciarelli, conduttrice di Chi l’ha visto?, frena ma mostra entusiasmo: “Sarebbe troppo bello, un regalo enorme”. Poi all’Ansa spiega: “Vi racconto com’è andata. La segnalazione è nata quasi per caso, da una nostra telespettatrice che ha riferito che a Mosca c’è una giovane donna che ha la stessa età di Denise e che somiglia moltissimo a Piera Maggio, la mamma della piccola scomparsa 17 anni fa. Forse è una suggestione dovuta alla somiglianza, ma la giovane donna ha la stessa età che avrebbe oggi Denise”.

La storia della ragazza russa Olesya Rostova

La ragazza russa si chiama Olesya Rostova e ha inviato una lettera alla redazione della trasmissione russa пусть говорят (in italiano “Lasciali parlare“) per provare a ritrovare la sua famiglia. La giovane in tenera età è stata rapita da una zingara e portata in un campo rom nel 2005 quando aveva presumibilmente 5 anni (età compatibile con quella di Denise). Dopo aver trascorso un periodo nel campo nomadi, durante il quale chiedeva l’elemosina per portare soldi alla comunità e pensava che sua madre fosse una donna del campo, poi successivamente arrestata, la piccola che non aveva documenti (e quindi tutt’oggi non conosce la data di nascita precisa) venne poi trasferita in un orfanotrofio. Qui le hanno tagliato tutti i capelli e le hanno dato il nome di Rostov Olesya.

Nel corso della trasmissione, la giovane lancia l’appello: “Cara mamma non ti ho mai dimenticato, ti sto cercando e ho la possibilità di trovarti. Eccomi qui, sono viva, voglio conoscerti e trovarti.

I dubbi su Olesya

La storia di Olesya è stata segnalata alla redazione di Chi l’ha visto? che continua a mantenere un profilo basso pur annunciando di fatto importanti novità sulla scomparsa di Denise. Ma se la somiglianza, a tratti, potrebbe trovare qualche riscontro, quel che non torna è che Olesya nel corso della trasmissione russa non ha mai detto di conoscere o almeno ricordare qualcosa della lingua italiana, giusto per dare un ulteriore indizio a chi vuole aiutarla.

Quando Denise sparì da Mazara del Vallo aveva 4 anni e parlava, conosceva le parole italiane, il dialetto siciliano. Possibile che in 17 anni abbia dimenticato tutto?

La scomparsa di Denise Pipitone

Il caso della scomparsa di Denise tenne banco per settimane in Italia. La piccola scomparve mentre giocava con alcuni bambini davanti l’abitazione della nonna, un rapimento di cui non vi sono mai state tracce o prove documentali.

Le prime indagini sulla vicenda si focalizzarono in particolare sulla famiglia di Denise: la bambina era nata dalla relazione extraconiugale della madre Piera Maggio, all’epoca sposata con Toni Pipitone, con Piero Pulizzi, conducente di autobus, a sua volta marito di Anna Corona e padre di Jessica.

Denise, secondo gli inquirenti, sarebbe quindi stata rapita dalla ‘sorellastra’ Jessica Pulizzi, anche lei minorenne, con la complicità della madre Anna Corona e dell’ex fidanzato Gaspare Ghaleb per motivi riconducibili a “vendetta e gelosia perché Denise e Jessica Pulizzi sono figlie dello stesso padre, Piero Pulizzi”.

Ne nasce un processo in cui sono imputati Jessica Pulizzi, con l’imputazione di sequestro di minore, e Gaspare Ghaleb, per il reato di false informazioni al pubblico ministero. In tutti i gradi di giudizio scatterà l’assoluzione: in primo grado al Tribunale di Marsala il 27 giugno 2013, in Corte d’Appello a Palermo il 2 ottobre 2015 e in Cassazione nell’aprile 2017.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia