Un atto di accusa senza mezze misure: “Prima venne il virus, poi l’insabbiamento”. Si intitola così il lungo reportage pubblicato oggi dalla rivista tedesca Der Spiegel dedicato all’Italia e alla gestione del governo Conte dell’emergenza sanitaria provocata dall’epidemia di Coronavirus.

L’articolo prende spunto dalle denunce di centinaia di famiglia che dopo la morte dei propri cari hanno chiesto alla magistratura di fare luce sui fatti avvenuti dal febbraio del 2020. Le accuse nell’articolo firmato da Jan Petter sono gravi e, anche se in parte già note in Italia, ribadiscono in modo evidente le tante parti oscure ancora oggi da svelare nella gestione italiana dell’epidemia.

Il giornale scrive infatti che “documenti mostrano che all’inizio della pandemia sono stati commessi e nascosti errori”, ricordando che alcuni di questi atti sono attualmente in mano alla Procura di Bergamo che indaga sulla mancata zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, inchiesta che ha visto sentire dai magistrati anche l’ex premier Giuseppe Conte, il ministro degli Interni Luciana Lamorgese e il ministro della Salute Roberto Speranza. “A breve deciderà se e contro chi procedere. Potrebbe essere il processo del secolo. A quel punto i sopravvissuti si potrebbero costituire parte civile”, scrive Der Spiegel.

Il settimanale tedesco evidenzia che le accuse “sono serie: l’Italia avrebbe reagito troppo tardi e male alla pandemia. Il Paese sarebbe stato sovraccaricato, anche perché i piani di crisi erano datati e inadeguati. Gli errori commessi sarebbero stati mantenuti segreti. È per questo che la gente ha dovuto morire? Genitori, nonni, coniugi?”.

Errori che non son più “solo tragici casi individuali” ma “fallimenti fondamentali e di insabbiamento”. Der Spiegel ritorna sulla storia ormai nota del mancato aggiornamento del piano nazionale pandemico, fermo al 2006, “nonostante il governo italiano si fosse impegnato e avesse riferito all’Oms solo settimane prima dello scoppio della pandemia di coronavirus che era ben preparato per un’emergenza”. Tuttavia “a maggio 2020 l’Oms constatava: ‘Senza essere preparati a un flusso di pazienti del genere, la prima reazione degli ospedali è stata improvvisata, caotica e creativa'”.

La rivista amburghese rivela dunque di aver avuto accesso ad alcuni dei documenti consegnati dagli avvocati agli inquirenti, in cui verrebbero elencate ulteriori omissioni. Tra questi ve n’è uno di esperti italiani di statistica che rivela come già alla fine di febbraio del 2020 misero in guardia le autorità della Lombardia da un’epidemia con valore R al di sopra di 2.0: “un allarme valanga che evidentemente non è stato ascoltato”, si legge sul sito di Der Spiegel.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia