Dopo le dimissioni del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti sono partite subito le polemiche. Le reazioni della maggioranza, sembrano compatte in difesa del dimissionario Fioramonti, non senza imbarazzo e tra il silenzio del Pd che non commenta. E le polemiche dei renzisti. “Il governo – riferiscono fonti del Movimento 5 Stelle – è al lavoro per migliorare la scuola, l’istruzione e sostenere la ricerca. Guardiamo avanti, c’è piena fiducia nel premier Conte per individuare un nuovo ministro dell’Istruzione, la scuola non può aspettare”.

“Un sincero ringraziamento per la sua determinazione e coerenza” arriva dal deputato di Leu Stefano Fassina. Ma è polemica tra i deputati di Italia Viva, come conferma l’intervento di Gianfranco Librandi: “Chi lascia il campo di battaglia dimostra il livello del suo coraggio e la qualità del suo impegno. Siamo sicuri che sarà nominato un ministro preparato e coraggioso”.

“Questo governo – polemizza il leader dei Moderati Giacomo Portas, deputato indipendente di Italia viva – perde i ministri come le foglie d’autunno di un albero. La sua credibilità è ridotta a zero, e ogni giorno sono sempre più convinto di aver fatto bene a non votare la fiducia”.

Dure le opposizioni. Forza Italia chiede che il premier riferisca in Parlamento. “Dimissioni del ministro atto grave e irresponsabile – denunciano i deputati forzisti in commissione cultura alla Camera – nelle prossime ore la Commissione formalizzerà una richiesta di audizione urgente del presidente del consiglio Giuseppe Conte in Commissione per conoscere le determinazioni che intenderà assumere per far fronte alla grave situazione nella guida di un settore, quello dell’istruzione, così strategico per le nuove generazioni e per il Paese”. Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, invoca ora “un ministro indipendente e di alto profilo”.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, attacca: “Se ne va uno dei peggiori ministri che l’Italia repubblicana abbia avuto. La sua eredità è un pessimo decreto scuola e la sciagurata invenzione di sugar e plastic tax, due folli tasse che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro in Italia”. Il leghista Mario Pittone, presidente della commissione Cultura del Senato, boccia la scelta Fioramonti di “dimettersi da ministro per i fondi negati all’istruzione” salvo poi “garantire massimo supporto al diretto responsabile di quel taglio di fondi: il premier Conte”.