Tredici arresti per tangenti sui lavori della metropolitana di Milano per 150 milioni di euro. Il gip Laura Pasquinellli che ha firmato le misure cautelari scrive che gli elementi raccolti evidenziano come gli indagati agissero “con grandissima disinvoltura”. Il procuratore capo Francesco Greco aggiunge che si tratta di un sistema di metodica alterazione di gare a evidenza pubblica. Tangenti sulla metropolitana di Milano. Fu il titolo dei giornali agli albori di Mani pulite, ormai quasi 30 anni fa. Sembra di tornare al 1992.

Ma si tratta solo di apparenza. Adesso non esiste neanche l’ombra di soldi finiti nelle casse dei partiti che allora furono coinvolti tutti, compresi quelli di opposizione a livello nazionale proprio mentre tifando per i pm puntavano a ottenere vantaggi dalla bufera giudiziaria. È invece la corruzione diffusa quella che proprio Mani pulite, insieme alla politica e alla cosiddetta società civile tanto evocata allora come onesta, non è riuscita a sconfiggere. E il giudice per le indagini preliminari scrive anche che il sistema degli appalti era vulnerabile, lasciava e ovviamente lascia tuttora molto a desiderare.

Insomma non c’erano e non ci sono gli anticorpi nella pubblica amministrazione affinché non si ripetano episodi corruttibili che durano da decenni. Il sindaco Giuseppe Sala invoca pene esemplari per i responsabili dei misfatti, aggiunge che proprio non ci voleva un fatto del genere mentre si cerca di uscire dalla crisi del Covid 19. Atm arriva addirittura a minimizzare spiegando che si tratta solo di comportamenti individuali. L’azienda si dichiara “del tutto estranea ai fatti” scaricando le colpe sui due principali indagati, i funzionari Paolo Bellini e Stefano Crippa. L’opposizione di centrodestra a Palazzo Marino afferma che ci vogliono maggiori controlli sulle società partecipate. Matteo Salvini invita il primo cittadino Sala “a chiarire”.

«Posa cavo sbagliato, tanto si nota solo in caso di incidente», è una delle frasi intercettate mentre dalle carte dell’inchiesta emerge che sono in corso accertamenti anche sulle brusche frenate di emergenza dei treni del metrò che recentemente avevano portato al ferimento di molti viaggiatori. Le cimici hanno captato le parole di Paolo Bellini che si proclama socio occulto di una società, la Ivm, dicendo: «Chiunque venga mi darà il lavoro sono sicuro». Insomma emerge lo spaccato di una corruzione diffusa, anche se ovviamente le responsabilità dovranno essere accertate dagli sviluppi futuri dell’indagine e dal processo. Ma c’è materia di riflessione per tutti. Da molti commenti invece purtroppo sembra non sia così. C’è un generale orientamento a tirarsi fuori che non promette nulla di buono. Mani pulite e la politica continuano, ognuno dal suo canto, a fallire l’obiettivo. Il problema come sempre è politico e nessuna inchiesta nessun processo lo risolverà.