Schermo gigante all’aperto, auto parcheggiate a distanza di sicurezza e altoparlanti per facilitare la diffusione dell’audio. Il drive-in potrebbe tornare nuovamente in auge ‘grazie’ all’emergenza coronavirus.

Nato negli Stati Uniti, dove negli anni ’50 e ’60 ebbe il suo periodo d’oro, il drive-in può essere definito una sala cinematografica all’aperto in passato particolarmente radicata in quelle aree rurali americani dove, a causa della mancanza di un vero e proprio centro urbano, i cinema tradizionali erano più scarsi.

Adesso con la pandemia globale e le distanze di sicurezza da mantenere, evitando soprattutto assembramenti in luoghi chiusi, il drive-in è pronto a tornare di moda. In vista dell’imminente arrivo dell’estate sono diverse le iniziative che alcune regioni, soprattutto Umbria e Piemonte, stanno studiando per favorire il cinema all’aperto.

Anche all’estero, in Francia, Germania, Corea del Sud, Stati Uniti, la visione romantica del drive-in è pronta a ripartire in questa fase di contenimento del virus.

Un ritorno bocciato dall’attore e regista Carlo Verdone ai microfoni di Rai Radio 1, durante il programma “Un giorno da Pecora”: “Il drive-in è una visione romantica che va bene per il cinema d’estate, per una retrospettiva su Totò o Alberto Sordi ad esempio, ma lì finisce. Era una cosa che andava negli anni Sessanta, infatti a Roma ce n’era uno solo. Il drive-in può essere una soluzione per due luoghi, dove fai rassegne estive, ma non può sostituire il cinema. Sto a casa in poltrona altrimenti, è più comodo. Devo prendere la macchina per andare a vedere il film e guardarlo in auto? No, è una fesseria”.