In tempi di “plastic tax” e demonizzazione della plastica, a Napoli il Plart propone “In sintesi Plart. Il fascino del Novecento”. Una collezione di oggetti in plastica dal ‘900 a oggi che hanno fatto la storia non solo del design ma anche degli oggetti di uso comune. “Per me collezionare la plastica significa raccogliere la Storia – ha detto Maria Pia Incutti, collezionista e fondatrice del Plart – È l’impegno di conservare una memoria. Per me la mia collezione della plastica è memoria ma da tanti anni ho iniziato la mia ricerca verso il green, verso gli artisti che lavorano con la plastica che un giorno finirà nella terra senza inquinare”

L’esposizione è stata presentata in anteprima a Napoli e racconta un inedito percorso della collezione storica del Museo della Plastica. La mostra è a cura di Pina Di Pasqua e si fonda sull’idea di restituire unitarietà cronologica ai contesti che hanno contribuito a formare la collezione del Plart. Gli oggetti selezionati per l’allestimento, infatti, provengono sia dal fondo storico del Plart– alcuni di essi vengono esposti per la prima volta dalla sua apertura – che da donazioni che negli anni altri collezionisti hanno fatto alla Fondazione arricchendo il suo patrimonio espositivo.

Il riallestimento riguarda in particolare una sala del museo, quella della Celluloide che, sin dalla sua apertura nel 2008, ha accolto l’esposizione degli oggetti di design di più grandi dimensioni. Nel nuovo percorso, invece, le teche espositive accolgono una variegata selezione di oggetti che costituiscono il vero cuore della sua collezione. L’allestimento proposto richiama quello di una delle mostre più importanti della Collezione Incutti, la mostra In Plastica, che nel 1990 si tenne nello splendido contesto di Villa Pignatelli. “In quegli anni- ricorda Maria Pia Incutti – l’allora soprintendente ai beni artistici di Napoli Nicola Spinosa, mi chiese, con acuta veggenza, di esporre al pubblico questo ‘tesoro’. Ci fu quindi una bellissima mostra curata da Angela Tecce e Nunzio Vitale, mio prezioso riferimento nello sviluppo della raccolta di opere e oggetti. Questa mostra ha fatto conoscere la collezione anche fuori dai confini nazionali. Infatti, successivamente è stata esposta alla Biennale di Saint-Étienne in Francia e a San Paolo in Brasile e al Grand Palais di Parigi”.

“La collezione del Plart ha radici antiche – continua Maria Pia Incutti – che sfiorano varie fasi della mia vita, ma soprattutto è nata dal desiderio di documentare, archiviare e raccogliere oggetti in plastica che riflettessero, in qualche maniera, un’idea di moderno, di nuovo che avanza”. Riguardando gli oggetti e le opere che compongono il patrimonio del Plart è possibile scorrere e visualizzare il film del Novecento con tutte le sue produzioni e innovazioni. Proprio il XX Secolo, infatti, rappresenta il fil rouge del nuovo ordinamento espositivo: raccontato, in sintesi (da cui il titolo della mostra), attraverso le sue decadi, il nuovo allestimento consentirà di intraprendere un viaggio nella memoria, attraverso oggetti, stili del design e la storia dei materiali polimerici. Gli oggetti selezionati per l’allestimento, sono stati scelti sulla base delle loro qualità formali ed estetiche, ma anche sulla base del loro impatto emotivo. Quelli esposti in mostra, infatti, sono tutti oggetti che possiamo definire d’affezione, oggetti che appartengono al nostro passato, un passato piuttosto recente da essere percepito come parte della nostra sfera più intima. In ultimo, dunque, anche una riflessione sull’anima, le emozioni e la memoria posseduta delle cose e sul rapporto che la psiche intrattiene con il mondo degli oggetti.

All’interno della mostra, in una stanza completamente nera dedicata c’è l’opera “Le ballerine” di Riccardo Dalisi. Un palcoscenico distrutto fa da sfondo all’opera con sottofondo musicale di “Balla Balla Ballerino” di Lucio Dalla del 1980. Sospese sono le Ballerine di Dalisi, colorate figure fluttuanti fatte di fogli di polimetilmetacrilato che reinterpretano i suoi celebri compassi di latta, che il noto architetto napoletano ha realizzato appositamente per il Plart. In quell’occasione, sul materiale plastica, Riccardo Dalisi scriveva: la plastica si trascina dietro tutta la storia dei materiali, coincide con la storia dell’uomo e con la sua cultura. Con il fuoco e la battitura i metalli un tempo diventavano sempre più sofisticati nella forma (martelli, aste, lamiere di cui la latta è un punto nodale, uno spartiacque per la sua malleabilità e resistenza). La ricerca sui materiali continua inesausta sfociando nei cosiddetti “plastici”: si possono manipolare facilmente e sono un puro prodotto della chimica, un’espressione della conoscenza della composizione della materia. La natura con la sua varietà oggi appare solo come un capitolo di un più grande universo creato dall’uomo. La geometria (con i frattali ecc.), escogitata dall’ingegno umano, supera ed ingloba l’universo della geometria in natura. Con i materiali è lo stesso”.