Una cosa è certa, anzi due: la prima certezza riguarda la fumata nera di questa sera poiché Roberto Fico, nonostante i suoi sforzi, non ha raggiunto l’obiettivo e l’altra certezza, a cui oramai siamo abituati, riguarda i colpi scena di Matteo Renzi. Proprio da quest’ultima certezza possiamo avere un nuovo scenario: Enrico Letta. Si, proprio lui, il protagonista di “Enrico stai sereno” – Il suo nome potrebbe essere proposto dal leader di Italia Viva che, con la scelta di Letta, aprirebbe a un nuovo accordo col Partito Democratico facendo felici anche Quirinale e Parlamento Europeo.

L’accademico Letta, infatti, è lontano da tempo dalle beghe interne del Paese e rivestirebbe un ruolo istituzionale. Ben visto da Bruxelles, dal Colle e potrebbe raccogliere anche consensi dal centrodestra grazie allo zio Gianni Letta, tornerebbe in Italia per guidarci fino a fine legislatura. Unico malcontento potrebbe arrivare dal Movimento 5 Stelle anche se, con l’incarico di vice premier a Luigi Di Maio, il malessere potrebbe passare.

Quest’ultimo, però, dovrebbe lasciare la Farnesina a Giuseppe Conte per assumere un incarico in altro dicastero, magari meno importante e, così facendo, seguire il suo percorso per realizzare il desiderio di diventare, prima o poi, Presidente del Consiglio.

Conte, intanto, al MAE avrebbe il tempo di costruire il suo progetto politico. Renzi vincerebbe ancora una volta e si escluderebbe una guida tecnica per il Paese. Proprio il leader di Italia Viva avrebbe l’occasione per liberarsi dello spettro di pugnalatore seriale e ribadire che, quell’Enrico stai sereno, aveva la stessa importanza di questo “Enrico tocca a te”. Nulla di personale se non l’interesse della Nazione.

Ecco allora che il cerchio si chiuderebbe e l’Italia potrebbe tornare a splendere, almeno agli occhi dell’Europa. Eviteremo così di compromettere nomi importanti che, in questa fase, devono preservare il ruolo di custodi delle istituzioni in vista anche della scadenza del prossimo anno (la successione di Mattarella). Pensiamo alla giurista Marta Cartabia o alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati ma ancora a Mario Draghi. Se la prima sta osservando la difficoltà della politica per assumere un ruolo elitario al di sopra delle diatribe, la seconda conosce bene sia le dinamiche politiche sia quelle istituzionali e sicuramente, dovrebbe responsabilmente aiutare il Paese continuando il suo difficile lavoro e in caso di incarico a Letta, con appoggio di Forza Italia, perché non guardare al Quirinale .Draghi, invece, è un nome tecnico, di rilievo, certo, ma poco adatto al Colle più alto.

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