Di tempo ce n’è sempre meno, la deadline fissata da Mattarella è martedì, mentre tutti i nodi restano ancora da sciogliere. Il presidente della Camera Roberto Fico ha convocato questa mattina alle 9:30 i rappresentati dei gruppi parlamentari che si sono detti pronti pronti a dar vita a un nuovo governo politico a partire dal perimetro della maggioranza che ha sin qui sostenuto il Conte bis.

Dopo aver ottenuto il mandato esplorativo dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Fico ha registrato una “disponibilità comune” ad andare avanti nel confronto per raggiungere “una sintesi”, ma ora arrivano gli scogli più difficili perché si dovrà necessariamente parlare di temi e programmi.

Il borsino della crisi, secondo LaPresse, vede le quotazioni tra un Conte Ter e un governo istituzionale (i nomi in pole restano quelli di Mario Draghi, Marta Cartabia o Carlo Cottarelli) in continua evoluzione. “Siamo 50 e 50”, filtra dal quartier generale renziano, mentre più ottimisti per un reincarico al premier dimissionario (“almeno 70-30”) restano dem e pentastellati.

Renzi ha ribadito le sue condizioni per un via libera al Conte ter, ovvero un documento scritto “con dentro tutte le cose che vogliamo fare”. Sul tavolo da parte dei renziani c’è una richiesta di discontinuità su temi come giustizia, piano vaccini, scuola e Recovery. Su quest’ultimo fronte, quello economico, la ‘testa’ del ministro Roberto Gualtieri sembra essere blindata, ben diversa invece la situazione per il Guardasigilli Bonafede. Su scuola e piano vaccinale invece a “ballare” sono la ministra Lucia Azzolina e il commissario Domenico Arcuri: la prima è in bilico perché le critiche arrivano anche da altri settori della maggioranza, come il Pd, mentre il secondo potrebbe effettivamente vedersi sfilare alcuni dei tanti dossier che sta seguendo da mesi a questa parte. 

Ultimo tema da trattare nel tavolo è quello della riforma elettorale: Conte nel suo discorso alle Camere si è fatto promotore di una riforma di stampo proporzionale, assist ai piccoli partiti, ma sul tema per ora Italia Viva non si è espressa. Un eventuale sì renziano potrebbe essere legato all’inserimento di una contropartita, come la revisione del bicameralismo perfetto e della riforma del titolo.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia