In Svizzera le farmacie sono state letteralmente prese d’assalto per assicurarsi l’Echinaforce, un preparato a base di erbe prodotto dall’azienda Alfred Vogel, che avrebbe un effetto curativo sul coronavirus. Ad attestarlo, stando a quanto indicato in un recente articolo pubblicato sulla popolare rivista elvetica Blick, è uno studio del laboratorio di Spiez (Berna) che sottolinea i risultati “sensazionali” avuti nella ricerca.

Un rimedio naturale che aumenterebbe le difese immunitarie per contrastare più efficacemente la diffusione del covid-19. L’efficacia di Echinaforce è stata rilevata in vitro su cellule umane provenienti dalle vie respiratorie superiori: i dati mostrano che il prodotto è in grado di inattivare i virus Sars-CoV-2. Resta comunque da vedere – scrive Ticinonews – come l’effetto possa riprodursi a livello fisiologico. L’impatto antivirale si è manifestato quando il principio attivo è entrato in contatto diretto con l’agente patogeno: non appena i virus sono stati avvicinati con Echinaforce non si sono più ripresi. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista inglese Virology Journal. Le confezioni di Echinaforce, che consiste in 40 pillole (al costo di 17 euro), hanno avuto una impennata nelle vendite nelle ultime settimane.

Tanti i dubbi sull’effettiva efficacia del preparato di erbe. Stando a quanto riferito dal farmacista Giovan Maria Zanini ai media ticinesi “noon si possono trarre certe conclusioni dopo aver fatto soltanto esami in laboratorio. Mancano completamente gli studi sull’uomo. Siamo lontanissimi dal poter affermare che l’Echinaforce sia efficace contro il Coronavirus. Alla stessa stregua, potremmo concludere che anche la grappa ticinese funziona contro il Coronavirus”.

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AVVIATA INDAGINE – Swissmedic, l’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici, nei giorni scorsi ha deciso di aprire un’indagine per esaminare se il prodotto è stato oggetto di pubblicità vietata al pubblico. Un portavoce dell’Istituto ha confermato ai media che “la pubblicità per i farmaci al pubblico può essere fatta solo nel contesto di domande approvate dall’agenzia di regolamentazione”.

PUBBLICITA’ ANTI-COVID NON CONSENTITA – I test effettuati infatti non possono essere paragonati a quelli su organismi umani. “La pubblicazione dei risultati dello studio ha portato a un’interpretazione in parte errata”, si legge in una nota di Swissmedic. “Le analisi in laboratorio sono state condotte con colture cellulari (in vitro) e finora non ci sono studi che dimostrino l’efficacia contro il nuovo coronavirus anche nell’uomo (vale a dire in vivo). Le condizioni predominanti nelle colture cellulari non possono essere paragonate con quelle di un organismo (umano). I dati di uno studio in vitro non costituiscono alcuna prova dell’efficacia di un principio attivo nell’uomo (in vivo). Accade spesso che le sostanze o i principi attivi mostrino un effetto nelle colture cellulari (in vitro) ma risultino inefficaci nelle sperimentazioni sull’uomo”.

LA CONCLUSIONE – “Per mancanza di studi sull’esatto effetto degli estratti di echinacea sull’uomo e quindi per motivi di sicurezza dei pazienti – si legge ancora nella nota dell’Istituto – la promozione dell’uso di Echinaforce contro i virus corona non è consentita. Tale promozione è considerata ingannevole per i consumatori, poiché li porta a credere nell’efficacia sull’uomo, suscitando potenzialmente un falso sentimento di sicurezza”.