Politica
Elezioni Salerno, cresce il laboratorio liberaldemocratico: il cantiere di Armando Zambrano tra esperienza ed energie nuove
Una delle punizioni dovute al rifiuto di partecipare alla politica è che si finisce con l’essere governati dai mediocri, ammoniva già Platone. La disaffezione dei cittadini alla partecipazione attiva contribuisce a lasciare la gestione della cosa pubblica ad una classe politica spesso inadeguata. È una lezione che osserviamo da tempo e che forse stiamo iniziando ad acquisire, a partire dai territori. Si parla spesso della necessità di lavorare in modo pragmatico e adulto assieme alle forze politiche affini, quelle dell’area riformatrice e liberale, superando litigi e guerre di “ego” che allontanano i cittadini dalla partecipazione. A Salerno qualcosa è accaduto, con tante persone che in città manifestano la voglia di animare il dibattito pubblico con coraggio. C’è chi tiene alla propria condizione di cittadino libero e crede opportuno rompere rendite di posizione per favorire dinamiche di competizione, a vantaggio in particolare di quella parte di comunità impegnata ogni giorno col proprio lavoro a produrre reddito, nonostante resti tartassata da imposte record.
Le forze liberali centriste e riformatrici si ritrovano qui tutte a supportare la candidatura a sindaco di Armando Zambrano, libero professionista con esperienza e radicamento, già presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Da Azione a Casa Riformista, dal Partito Liberaldemocratico a Base Popolare, da Ora a Noi di Centro, passando per Popolari e Moderati e l’Udc: il profilo civico di Zambrano ha messo assieme un perimetro politico di spessore, che raccoglie esperienza ed energie nuove, e che può magari indicare una scossa agli assetti anche nazionali. E pensare che questo laboratorio salernitano era partito anche con Forza Italia, a segnalare una sorta di rinnovato Terzo Polo, allargato ad una forza che sceglieva di staccarsi dagli storici alleati della destra italiana. Le rocambolesche vicende delle ultime settimane hanno poi registrato un dietrofront degli azzurri, che hanno clamorosamente cambiato candidato sindaco da appoggiare, virando sul nome concordato da FdI e Lega.
Ciò non ha però rappresentato una frenata per il progetto di polo liberaldemocratico e civico che attorno a Zambrano si è ancor più unito, rivelandosi determinato a dare voce a cittadini senza rappresentanza. La città che nel 1944 divenne famosa per “la svolta di Salerno”, l’evento che sbloccò l’impasse politica dell’epoca, ponendo le basi per la futura Costituente, oggi offre spunti interessanti. Nel nostro Paese serve superare il bipopulismo emotivo e distruttivo della crescita; un centro liberale potrebbe diventare spazio di mediazione seria e un argine contro i radicalismi tossici ai cittadini, in primis persone a cui offrire spazi di opportunità e non protezione di politici neofeudali. È la proposta della competenza senza assistenzialismo, quella per distinguersi sia dal populismo che dall’élitismo. Il programma di Zambrano per amministrare il capoluogo campano è pensato per una Salerno più moderna, efficiente e anche digitale; con una gestione basata sull’ascolto dei cittadini caratterizzata da decisioni amministrative trasparenti e rendicontabili.
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