Oggi scriveranno che Emanule Macaluso era un riformista ed effettivamente lo eri. Ma se paragonato a chi oggi parla di riformismo senza neanche sapere che dice eri e resti un rivoluzionario. Antifascista, sindacalista, dirigente di quel Pci che ha costruito la democrazia in Italia. Direttore dell’Unità e del Riformista.

Sansonetti che era all’Unità con te racconta di quando chiedevi in prima pagina un “catino“. Nessuno hai mai capito cosa fosse ma il catino appariva comunque in prima pagina. Era la magia della tua sicilianità, di una lingua impregnata delle lotte dei braccianti. Di una persona che non ha mai smesso di ragionare di voler analizzare di capire.

Da giornalista ho avuto l’onore di passare i tuoi pezzi. Si dice così quando si rilegge e si titola. Ma ho avuto il dispiacere di vedere un rappresentante degli avvocati scrivere: ma chi cavolo è questo Macaluso? Chiedendo che non scrivessi più sul suo giornale. Sansonetti ha continuato a pubblicare i tuoi articoli e a chiedere catini in prima pagina per i tuoi pezzi fino a che non è stato cacciato.

Macaluso aveva osato criticare Bonafede, il peggiore ministro della Giustizia che l’Italia abbia avuto. Abbiamo scoperto che guai a criticare il cerchio magico che governa il Paese, chi li tocca è perduto. Ma loro sono i nuovi barbari che non sanno chi tu fossi. Tu sei un gigante della Repubblica.