Erdoğan e Putin si incontreranno a İstanbul agli inizi del nuovo anno, per discutere soprattutto di Libia e di Siria. E intanto la Turchia ha inviato una delegazione senior in Russia per accelerare i colloqui sulla Libia, per puntare a chiudere al più presto un accordo con Putin sulla Libia, garantire per la provincia siriana di Idlib una soluzione che la tuteli dal nuovo massiccio afflusso di rifugiati che premono ai suoi confini e a passare alla 3ª fase dell’operazione militare nel nordest della Siria. Nel secondo Memorandum Turchia-Libia spunta un elemento imprevisto: la creazione di una Forza di reazione rapida (Qrf) con compiti militari e di polizia. Potrebbe essere questa forza il contraltare alla presenza della Wagner Group russa. Di questa iniziativa sono noti solo pochissimi dettagli, ma sembra che si tratti di una forza congiunta di milizie di Tripoli e del Sadat turco per contrastare l’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar.

Le Sadat (UluslararasıSavunmaDanışmanlığı), ufficialmente sono una compagnia internazionale turca che fornisce consulenza nel settore della difesa e dell’educazione militare in Turchia, ma molti osservatori ritengono che si tratterebbe di una forza di polizia militare privata simile a quella dei contractors russi del gruppo Wagner e che viene impiegata dalla Turchia in Siria per l’addestramento delle milizie ribelli e che già ora addestrerebbero le milizie anti Haftar in Libia, seppur in numero limitato. Ankara e Mosca dunque starebbero creando le condizioni per poter assurgere a un ruolo da mediatori di un processo di stabilizzazione. È da tener presente che Turchia e Russia sono solo apparentemente schierate su fronti opposti e dunque potrebbero giungere ad un accordo simile a quello di Astana in Siria per cooperare per la stabilizzazione della Libia e spartirsi le aree di influenza.

Mosca infatti mantiene contemporaneamente legami con Tripoli, in particolare attraverso contratti stipulati a dicembre tra compagnie petrolifere e del gas russe con la National oil corporation libica. È noto che la russa Tatneft condurrà esplorazioni petrolifere in un’area contesa nel bacino di Ghadames che confina con aree controllate sia dall’Lna (Esercito nazionale libico) che dal Gna (Governo di accordo nazionale). Questo contratto riflette il desiderio della Russia di preservare le relazioni con entrambe le parti in guerra, poiché tali operazioni di ricerca idrocarburi non potrebbero essere realizzate senza le necessarie garanzie di sicurezza. Dunque mentre in Siria Mosca è schierata apertamente per Başar al-Asad, in Libia il suo sostegno ad Haftar non è così netto, sostiene che il Gruppo Wagner è lì solo per ruoli di consulenza e assistenza, e non per combattere.

La Russia sarebbe aperta dunque a una possibile collaborazione anche con al-Sarraj. Quella con Haftar è semplicemente un’alleanza transazionale, fondata cioè su una collaborazione che si determina pragmaticamente. E dunque è probabile che Mosca e Ankara trovino punti d’accordo su alcune questioni presenti nelle loro agende come la questione spinosa di Idlib nel nordovest della Siria, ancora in gran parte nelle mani delle milizie vicine ad al-Qaida di HayatTahrir al-Sham e dove Ankara sostiene i ribelli suoi alleati ed è presente con 12 postazioni militari per garantirne la smilitarizzazione in base all’accordo di Sochi con la Russia firmato nel settembre 2018.