Un impegno al quale non sottrarsi, nemmeno a causa delle difficoltà dovute dall’età. Tante le storie in queste ore di anziani che chiedono aiuto per superare i problemi fisica e recarsi alle urne, dalla Valle D’Aosta, alla Calabria.

Franca e il voto in casa di riposo

La prima è quella di Franca: I suoi 75 anni e le difficoltà dell’età la tengono lontano da casa, in una struttura per anziani di Gignod, vicino ad Aosta, ma la signora propio non voleva mancare all’appuntamento al voto. E così, ieri pomeriggio, ha chiesto al personale della struttura di poter votare. Un gesto complicato considerando le sue difficoltà a deambulare, che gli operatori della casa di riposo hanno esaudito chiamando i carabinieri. “Ho sempre votato in vita mia”, ha dichiarato, e certamente non intendeva rinunciare al suo diritto/dovere in quest’occasione. I carabinieri della Compagnia di Aosta sabato pomeriggio sono stati investiti della problematica ed hanno trovato la soluzione. E così questa mattina, il Comandante  ed un Appuntato dello stesso Comando si sono recati dal suo presidente di seggio spiegandogli la problematica, e invitando anche due scrutatrici a recarsi presso la struttura, permettendole così di votare regolarmente. Al termine la signora Franca ha ringraziato tutti quanti.

Rosetta chiama il sindaco

La signora Rosetta Ierovante, da pochi giorni centenaria, per farlo ha  deciso di contattare il sindaco di Cassano allo Ionio Giovanni Papasso, per farsi accompagnare al seggio ed esercitare il suo dovere. L’invito è stato accettato di buon cuore dal primo cittadino, che ha raccontato la storia ai microfoni dell’Ansa. “Il voto – ha commentato Papasso – è un diritto sacrosanto, una conquista che non bisogna mai sottovalutare. Una vittoria arrivata dopo anni di lotte e che ha lasciato anche tanti morti sul campo. Ringrazio la signora Rosetta per la chiamata e per la richiesta che mi ha fatto stamattina e che mi ha reso felice sia per la fiducia riposta in me e nel ruolo che ricopro sia, soprattutto, perché spero che nonna Rosetta possa rappresentare un esempio per tutte le nuove generazioni perché come diceva Paolo Borsellino, con una frase forse troppo spesso abusata al giorno d’oggi, il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. È il simbolo più lampante di questa voglia di poter esercitare il proprio diritto anche a cento anni d’età. Bisogna andare a votare, andiamoci tutti, per cambiare il destino nostro, dell’Italia e dell’Europa”.

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