“Lo Stato ci metterà la faccia in questo progetto industriale” per il rilancio dell’ex Ilva. Così il premier Giuseppe Conte, uscendo dal reparto di oncologia pediatrica a Taranto, prima di andare in visita proprio all’impianto siderurgico dell’ex Ilva. Il piano industriale “lo vogliamo migliorare, lo vogliamo rendere sempre più decarbonizzato”, ha detto Conte ai giornalisti presenti.

Conte come prima tappa è andato all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto per incontrare i medici e visitare alcuni reparti: ha incontrato i medici dell‘Oncoematologia pediatrica intitolata qualche giorno fa a Nadia Toffa, la giornalista delle Iene scomparsa prematuramente lo scorso agosto e che era diventata testimonial della vendita solidale delle magliette con la scritta “Ie jesche pacce pe te” (io esco pazzo per te).

Conte non è salito in reparto ma ha portato la sua vicinanza ai bambini ricoverati e alle loro famiglie. Tra loro anche la madre di Giorgio Di Ponzio, il 15enne morto lo scorso gennaio di cancro. “Ho detto al premier – ha riferito la mamma del 15enne scomparso – che questo è il primo Natale senza mio figlio, gli ho lasciato la maglietta con l’immagine di Giorgio e ho ribadito che per noi la fabbrica va chiusa perchè qui ci ammaliamo e moriamo. Gli ho detto che se un giorno mi dovessero trovare un tumore la faccio chiudere io quella fabbrica. Il premier non mi ha risposto in quel momento. Poi insistendo mi ha detto che stanno lavorando per la decarbonizzazione”. La signora ha osservato che “questo non è giusto perchè a Genova invece è stata chiusa l’area a caldo in quanto considerata incompatibile con la vita umana e devono chiuderla anche qua perchè non siamo cittadini di serie B”.

Con il premier anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il prefetto Antonella Bellomo e i vertici locali delle forze dell’ordine. Al termine del giro nei reparti, accompagnato dal direttore generale dell’Asl Stefano Rossi, il presidente ha programmato un incontro con i giornalisti e una visita allo stabilimento ex Ilva per porgere un saluto agli operai e ai rappresentanti sindacali nel parlamentino del Consiglio di fabbrica. Al termine della giornata per Conte un incontro privato con l’arcivescovo Filippo Santoro e la cena per i bisognosi con i volontari della Caritas. All’esterno dell’ospedale un gruppo di attivisti di comitati e movimenti ha chiesto la chiusura del siderurgico, la bonifica con il reimpiego degli operai e la riconversione economica del territorio.

“Il messaggio è che stiamo lavorando, stiamo lavorando al piano industriale”, ha detto Conte, spiegando di voler portare “la testimonianza della continua attenzione e della costante premura del Governo” verso “questa comunità ferita e sofferente”, nel tentativo di “cercare di alleviare le sofferenze che si sono sedimentate, e che sono aumentate”. Il premier ha sottolineato di voler fare “un passaggio discreto”, di non aver pianificato la presenza della stampa ma poi “è circolata la voce”.