Era tutto pronto per  la Notte bianca di Spaccanapoli, una festa in piazza con il titolo “Break Napoli” patrocinata dal Comune. Tre palchi montati e soprattutto migliaia di persone nel centro storico di Napoli che aspettavano l’inizio dei concerti. Quando tutto stava per cominciare si è diffusa la notizia che non c’erano i permessi. Dunque addio al concerto in piazza del Gesù. Un vero e proprio paradosso perchè l’evento era stato promosso e sponsorizzato dal Comune con cartelloni che tappezzavano tutta Napoli.

A pochi minuti dall’inizio del concerto i vigili urbani hanno rilevato l’assenza della documentazione necessaria per lo svolgimento del concerto. Inflessibili hanno vietato agli artisti di potersi esibire. Giusto poche parole dal palco per spiegare agli spettatori che il concerto non si sarebbe tenuto e poi solo tanta delusione di chi si aspettava di passare una serata in maniera diversa. “Pensavo di aver visto tutto a Napoli, stasera si è toccato il fondo – ha attaccato Gianfranco Gallo, direttore artistico della serata – Io non so di chi sia la colpa ma, una volta che la festa per il Popolo stava per cominciare , non si poteva trovare una soluzione?”

“C’erano le autorità e vari rappresentanti della polizia urbana, non si poteva risolvere? C’erano il sindaco, gli assessori – continua Gallo su Facebook – Quanto ancora questa città dovrà far scappare via artisti e uomini di buona volontà? Si concedono concerti a piazza plebiscito, passaggi di carrozze per i matrimoni di chissà chi, volgarissime serenate alle finestre, si ferma una notte bellissima e piena di gioia , dedicata all’inclusione , all’abbattimento di qualsiasi muro. Stasera non si è alzato un muro , si è frantumato, restano le macerie di questa allucinante città. A Francesco Chirico presidente della Municipalità, ragazzo appassionato e forse un po’ ingenuo , dico: ti conviene fare politica qui? Ai miei concittadini invece dico: ecco perchè qualche artista va via. Certo io non ho nessuna colpa ma mi sento responsabile, come napoletano, della via che ha preso la mia città”.

L’evento doveva promuovere il tema il tema dell’inclusione sociale. Si ripete da 7 anni con lo stesso format nato da un’idea di Francesco Chirico, presidente della Seconda Municipalità, ed era la prima prova sul campo dell’assessorato al Turismo guidato da poche settimane da Eleonora De Majo. Ma qualcosa è andata storta. L’evento sarebbe stato fermato perchè la II Municipalità non avrebbe chiesto tutti i permessi necessari allo svolgimento dell’evento. Tuttavia nemmeno a palazzo San Giacomo se ne erano accorti.  Chirico dal palco ha spiegato che i vigili bloccavano la serata per «la mancanza del permesso per il pubblico spettacolo mentre c’è solamente quello per il montaggio palco». Così se ne sono tornati a casa lo scrittore Maurizio De Giovanni che doveva aprire la serata, Tony Esposito, Maurizio Capone, Marco Zurzolo e Maldestro.

Intanto la neoassessora Eleonora de Majo scarica la colpa dell’accaduto sugli organizzatori. “Mi piacerebbe che chi sta maldestramente provando ad attribuirmi il mancato svolgimento dei concerti di ieri sera fosse in grado di dimostrare, carte alla mano, quali sarebbero le responsabilità dirette dell’Assessorato e dunque dell’Amministrazione dinanzi ad una oggettiva assenza di documentazione adeguata allo svolgimento del pubblico spettacolo da parte degli organizzatori”, scrive su Facebook. “I concerti della Notte d’arte sono stati ahinoi sospesi – ha detto Chirico –
Alla base, da un lato l incompleta documentazione dell’Associazione di Promozione Sociale coorganizzatore dell’evento con la Municipalità, dall’altro il mancato supporto degli uffici preposti”.

Intanto Alessandra Clemente, assessore al patrimonio, ai lavori pubblici e ai giovani non commenta la vicenda. Nessuna parola nemmeno dall’ex assessore alla Cultura Nino Daniele, da poco fatto fuori dalla Giunta di De Magistris per fare spazio alla de Majo. Una scelta che in città è stata molto contestata al sindaco.

“Però una cosa devo dirla – ha commentato Gallo – ieri ero lì che ascoltavo le telefonate tra sottoposti e dirigenti della polizia municipale inflessibili, guardavo i volti scuri degli incaricati a fermare la manifestazione, percepivo la lontananza di qualche autorità che nemmeno si è avvicinata al palco, quando era li perchè se fosse andato tutto liscio, si sarebbe presa il bagno di folla. Poi guardavo i volti degli artisti comunque puliti, sorridenti, gioiosi, ascoltavo la Scalzabanda suonare e pensavo che l’Arte rende belli, il potere bruttissimi. L’Arte è un volo, il potere una paralisi”. Insomma sulla notte dell’arte sembra essere precipitata una guerra politica di cui ne fanno le spese solo i cittadini che non hanno potuto assistere a degli spettacoli.