C’è una svolta sulla morte di Marco Ignazio Stella, il 26enne di Macerata Campania (Caserta) trovato morto nel suo ufficio al comando provinciale delle fiamme gialle di Reggio Calabria dove prestava servizio.

Ad un mese dalla tragedia, avvenuta il 30 agosto scorso, la Procura reggina ha aperto un fascicolo di indagine con l’ipotesi di reato di istigazione o aiuto al suicidio. A rivelarlo oggi è Repubblica: al momento nell’indagine sulla morte del giovane finanziere casertano si procede contro ignoti.

Da chiarire ci sono molti dettagli della vicenda. A partire dal ritrovamento del corpo di Marco: la morte del tenente sarebbe avvenuta nella tarda mattinata di domenica 29 agosto, ma il cadavere è stato rinvenuto soltanto 24 ore dopo. Possibile, si chiedono i familiari, che nessuno dei 70 militari agli ordini di Stellato si si accorto di quanto avvenuto?

Per tentare di avere risposte i genitori del 26enne, Patrizia Buonocore e Antonio Stellato, si sono rivolti ad avvocati ed esperti, consulenti medici ed informatici, “affinché venga approfondito e chiarito ogni singolo aspetto di questo dolorosa ed inaspettata vicenda, senza che venga tralasciato nulla”, spiegano a Repubblica.

Un suicidio che per la famiglia non ha senso. “Non aveva motivi per fare un gesto insano“, racconta la sorella, Marinella. “Nella sua intensa carriera professionale, aveva ottenuto, insieme con i suoi militari, numerosi risultati professionali, ricevendo, ad appena 26 anni, ben cinque encomi. Stava anche programmando dei viaggi con gli amici, poiché amava scoprire il mondo e collaborava con diverse associazioni di volontariato di rilievo nazionale”, aggiunge la sorella del 26enne.

Ora a Macerata Campania si attendono i risultati delle indagini che la Procura reggina ha delegato alla Squadra Mobile e al Gico della Guardia di Finanza.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia