Il giorno del ricordo è stato pieno di polemiche. Al sacrario di Basovizza si sono incontrate tutte le forze politiche per non dimenticare l’eccidio di militari e civili, in larga prevalenza italiani della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra, da parte dei partigiani jugoslavi e dell’Ozna. Oltre al ministro D’Incà, erano presenti alla cerimonia il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza e diversi parlamentari, tra cui il leader della Lega, Matteo Salvini, la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, il senatore di FI, Maurizio Gasparri, e gli esponenti dem, Luigi Zanda, Debora Serracchiani e Tatjana Rojc. La delegazione del Pd ha lasciato la cerimonia quando ha iniziato a parlare il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, in rappresentanza di palazzo Madama, intervento solitamente non previsto dal cerimoniale insieme a quello di Fedriga.

LA FUGA – “Come sempre da anni, il Partito democratico è presente a rendere omaggio alle vittime e agli Esuli dell’Istria, Fiume e Dalmazia. Abbiamo partecipato al percorso che ha portato alla legge del 2004 e oggi testimoniamo la stessa convinta adesione ai principi che vi sono inscritti. Il nostro impegno è sempre maggiore affinchè questo giorno sia una solennità in cui si condivide pietà e giustizia, e non un’occasione per spingersi in prima fila alla ricerca delle telecamere. Purtroppo Basovizza viene ormai utilizzata come palcoscenico in cui sfila la destra sovranista”, ha detto Serracchiani.

“Per troppo tempo è stata negata la sofferenza degli italiani di quest’area, che hanno visto morte e sofferenza”. Aveva detto poco prima Massimiliano Fedriga intervenendo al microfono alla Foiba di Basovizza nel corso della cerimonia nel Giorno del ricordo, sottolienando lui stesso che quello odierno è stato il primo intervento di un Governatore all’evento della foiba.

LA REPLICA DI GASPARRI – “Ci sono stati interventi istituzionali, sindaco di Trieste, presidente della Regione, ministro del governo sostenuto da Serrachiani, il sottoscritto delegato a rappresentare il Senato dalla presidente Casellati impegnata nella cerimonia di palazzo Madama per il giorno del ricordo. Tutto secondo regole e protocollo”, ha spiegato Gasparri. “Il mio intervento si è basato su ampie e letterali citazioni del presidente Mattarella, chiaro contro negazionismo ed esplicito sulle colpe del comunismo di Tito – ha continuato – Sono grato alle tante persone presenti che hanno accolto con consensi e caloroso apprezzamento le mie parole. Chi non ama sentire la verità ha fatto bene ad andare via, senza peraltro che nessuno se ne accorgesse”.

IL BLITZ DI CASAPOUND – Durante la notte casapound aveva affisso manifesti nei luoghi simbolo della comunità slovena a Bagnoli e a Opicina, contro i partigiani titini. “Partigiani titini infami e assassini”, c’era scritto. Un episodio che arriva dopo la comparsa della scritta contro Norma Cossetto uccisa da partigiani jugoslavi nel 1943 nei pressi della foiba di Villa Surani.

IL SELFIE –  A Basovizza si sono incontrati anche Salvini e Meloni che hanno detto molto sulla tragedia delle Foibe. “Credo che una nazione normale abbia il dovere del ricordo e il dovere di rendere quel ricordo anche concreto nella quotidianità. Una delle cose da fare è rimuovere e revocare la medaglia con cui fu insignito il Maresciallo Tito dalla Repubblica italiana perché non c’è davvero nulla di merito per cui il Maresciallo Tito dovesse essere insignito dalla Repubblica”, ha detto Meloni. Ha ringraziato il presidente della Repubblica Mattarella ricordando le sue parole e aggiungendo “c’è ancora da fare chiarezza e da combattere contro il negazionismo che ogni anno si moltiplica e che, invece di diminuire, aumenta. È indegno di una nazione degna di questo nome anteporre la propria ideologia al ricordo dei propri connazionali massacrati per la loro appartenenza”, ha poi concluso.

“Folle chi nega la Shoah e folle chi nega le foibe. Il nemico da combattere è ancora l’indifferenza, la violenza e l’ignoranza – ha detto Salvini – Oggi è una giornata importante che dovrebbe unire tutto il Paese in nome del ricordo di tutte queste migliaia di donne, uomini e bambini massacrati solo in quanto italiani. Una vera e propria pulizia etnica fatta dai comunisti slavi e non solo”.

Poi i due si sono abbracciati e dati a un selfie che sembra un avvertimento dopo i rumors che prevedevano i due divisi: “Un saluto per voi e un sorriso dedicato a chi ci vuole male”, ha scritto Salvini su Twitter. Sui social si sono scatenate le polemiche tra chi ha creduto poco opportuno usare la circostanza per un simile selfie e chinon ha visto di buon occhio la passerella politica nella triste commemorazione.

Sui social si sono scatenate le polemiche tra chi ha creduto poco opportuno usare la circostanza per un simile selfie e chinon ha visto di buon occhio la passerella politica nella triste commemorazione.