Il presidente del consiglio, zitta zitta, è andata e tornata da Pechino dove è stata ricevuta da Xi Jinping e dai più importanti dignitari. E poiché in Cina l’importanza dell’ospite si misura dai minuti concessi, la stessa Meloni ha tenuto a sottolineare che la sua visita ha avuto il rango da novanta minuti. Vuol dire che l’Italia si riapre alla penetrazione cinese interrotta da Draghi, ma in ordine sparso. Potrebbe dunque quindi trattarsi di un gesto di indipendenza dopo la perdita del posto Nato-Sud reclamato dall’Italia e andato alla Spagna.

Il file di ombre cinesi

L’intenzione cinese è di scaricare in Europa tutto ciò che non può vendere in Usa. E la presidente Meloni ha fatto la sua rapida scelta per poi leggere un documento di buoni propositi su aziende e commercio. Così la presidente del Consiglio è tornata a casa con un file di ombre cinesi. Nel frattempo Putin commentava: “Chi può mettere limiti alla Cina? Sarà il mercato a decidere il posto giusto”.

Da che parte stiamo?

Il mondo ha in questo momento altro a cui pensare, e anche alla svelta, dopo la minacciata invasione di Israele da parte della Turchia e la situazione fra Israele e gli Hezbollah pilotati da una Teheran che è alleata dei russi che, a loro volta vantano una “partnership illimitata” con i cinesi, i quali stanno cercando di smaltire le loro auto elettriche da mille euro devastando le aziende del settore grazie a una mano d’opera servile. La Meloni sembra aver fatto una mossa in avanti. Ma prima di sapere chi sarà il futuro presidente americano – e se avremo un Presidente che scaricherà o sosterrà l’Europa -, la Turchia, membro della Nato, minaccia di invadere Israele già attaccata dagli iraniani attraverso Hezbollah. Per Putin è semplice perché è sottomesso alla Cina, ma noi, esattamente, da che parte stiamo e come si leggono le ultime ombre cinesi?

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Giornalista e politico è stato vicedirettore de Il Giornale. Membro della Fondazione Italia Usa è stato senatore nella XIV e XV legislatura per Forza Italia e deputato nella XVI per Il Popolo della Libertà.