La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha riconosciuto con un voto bipartisan e quasi all’unanimità (405 favorevoli su 435 voti) una risoluzione che riconosce il genocidio del popolo armeno compiuto tra il 1915 e il 1923 nei territori dell’allora Impero Ottomano, che provocò circa 1,5 milioni di morti. Il provvedimento invita a “commemora il genocidio armeno” e “rifiutare i tentativi di associare il governo americano alla sua negazione”.

Una decisione che ha ovviamente scatenato immediate e feroci proteste da parte della Turchia, che da sempre nega un massacro di tali proporzioni. La Turchia ha infatti convocato l’ambasciatore americano ad Ankara, David Satterfield, mentre il capo della diplomazia turca Mevlut Cavusoglu ha spiegato che la decisione americana “è un passo politico insignificante indirizzato solo alla lobby armena e ai gruppi anti-Turchia”. Un riferimento, quello alla lobby armena, dovuto alla massiccia presenza di armeni-americani negli States, circa 2 milioni di persone, in maggioranza discendenti degli armeni sopravvissuti al genocidio.

Nella stessa riunione la Camera ha anche approvato con 403 sì e 11 no, in attesa ora del voto del Senato, una seconda risoluzione con cui chiede al presidente Donald Trump di imporre sanzioni e altre restrizioni alla Turchia e ai dirigenti di quel Paese per l’offensiva nella Siria settentrionale.