Le scuole sono chiuse, ma solo per chi ha più di sedici anni. Gli assembramenti vietati, ma solo dalle 500 persone in su. Trasporti, uffici, ristoranti: tutto resta aperto in Svezia che, rispetto all’emergenza Coronavirus, viaggia in controtendenza. Un enorme esperimento, come lo definisce il Financial Times.

“La Svezia – racconta il quotidiano economico – è il più grande paese europeo con il minor numero di limiti su dove le persone possono andare e cosa possono fare”. Lo stesso capo dell’agenzia di sanità pubblica svedese, la scorsa settimana ha difeso l’approccio intrapreso, spiegando che il paese “non può prendere misure draconiane che hanno un impatto limitato sull’epidemia ma eliminano le funzioni della società”. Ma, allo stesso tempo, ha ammesso che la cifra di 90.000 persone, il numero di persone che muoiono ogni anno in Svezia, “aumenterà in modo significativo” se il suo sistema sanitario andasse sovraccarico. Al momento il bilancio nel paese scandinavo è di 2.000 casi Covid-19 e 33 morti.

Il futuro appare ancora gestibile“, ha detto Anders Tegnell, epidemiologo diventato uno dei volti pubblici dell’epidemia. È stato lui a sostenere che le scuole dovessero rimanere aperte facendo notare come i giovani sembravano avere tassi di infezione molto più bassi. Ma non tutti sono d’accordo. Parte della comunità scientifica sostiene che le autorità svedesi stanno correndo enormi rischi per la salute pubblica.