Questa volta non è colpa dei cambiamenti climatici se è avvenuto il distaccamento di un iceberg sul bordo anteriore della piattaforma di ghiaccio del Brunt. Gli staccamenti che portano alla formazione di iceberg sono dei processi del tutto naturali che succedono quando una piattaforma per restare in equilibrio perde una parte in modo tale da bilanciare l’accumulo di massa dalle nevicate. Gli scienziati del British Antarctic Survey (BAS) confermano di non aver rilevato cambiamenti climatici nella regione di Brunt ma anzi il distaccamento, studiando le stime, è arrivato anche in ritardo in quanto la massima estensione dell’area è avvenuta almeno 100 anni prima dell’evento accaduto a fine del mese scorso.

L’iceberg che si è formato è di circa 1.270 chilometri quadrati, ovvero è un blocco di ghiaccio grande quasi come la regione inglese Greater London. Nonostante l’iceberg si sia staccato a soli 20 chilometri dalla base Halley, stazione di ricerca britannica, non ha messo in pericola nessuna vita umana anche perché ad oggi all’interno della base non c’è il personale, ma ci sono una serie di dispositivi GPS sul Brunt che trasmettono informazioni sui movimenti del ghiacciaio al quarter generale dell’agenzia BAS a Cambridge.

Il blocco Brunt dovrà essere tracciato a causa del rischio futuro che potrebbe rappresentare per la navigazione. L’US National Ice Center assegnerà al nuovo iceberg una designazione a tempo debito e probabilmente verrà A74. Inoltre il distaccamento era già stato previsto in passato, ragion per cui nel 2016/17 la BAS decise di ricollocare Halley “a monte” nel flusso di ghiaccio, ovvero una regione di un ghiacciaio continentale che si muove significativamente più veloce rispetto al ghiaccio circostante.

La direttrice del BAS, Dame Jane Francis, ha detto alla BBC: “I nostri team di BAS sono stati preparati per il distacco di un iceberg dalla piattaforma del ghiaccio di Brunt per anni. Monitoriamo la piattaforma del ghiaccio quotidianamente utilizzando una rete automatizzata di strumenti GPS ad alta precisione che circondano la stazione, questi misurano come la piattaforma di ghiaccio si sta deformando e si muove. Usiamo anche immagini satellitari dell’Agenzia spaziale europea, della Nasa e del satellite tedesco TerraSar-X. Tutti i dati vengono rinviati a Cambridge per l’analisi, quindi sappiamo cosa sta succedendo anche nell’inverno antartico, quando non c’è personale sulla stazione ed è buio pesto“.

Il professor Adrian Luckman, esperto dell’Università di Swansea ha dichiarato che il distaccamento era già previsto e che: “Sebbene la rottura di ampie parti delle piattaforme di ghiaccio antartiche sia una parte del tutto normale del loro funzionamento, i grandi eventi di distaccamento come quello rilevato alla piattaforma di ghiaccio di Brunt rimangono piuttosto rari ed eccitanti. Con tre lunghe fratture sviluppatesi attivamente sul sistema Brunt Ice Shelf negli ultimi cinque anni, ci aspettavamo tutti che sarebbe successo qualcosa di spettacolare. Il tempo dirà se questo distaccamento innescherà la rottura di più pezzi nei prossimi giorni e settimane. Alla Swansea University studiamo lo sviluppo di spaccature della piattaforma di ghiaccio perché, mentre alcuni portano a grandi eventi di distaccamento, altri no, e le ragioni per questo potrebbe spiegare perché esistono grandi piattaforme di ghiaccio”.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia