Un tentativo di inscenare l’omicidio di un giornalista per poi accusare gli ucraini? È il dubbio sorto dopo che ieri, lunedì 26 aprile, l’Fsb russo, il (Servizio federale per la sicurezza erede del Kgb sovietico), ha annunciato sul proprio sito di aver arrestato un gruppo di membri di un’organizzazione terroristica neonazista che stavano pianificando, “su ordine dei servizi segreti ucraini”, l’omicidio del noto giornalista Vladimir Solovyov.

Quest’ultimo è un volto notissimo della tv di stato russa, onnipresente nei ‘talk show’ e schiacciato sulle posizioni filo-Putin. Il suo nome è noto anche in Italia: diventato ricchissimo proprio grazie al suo legame col regime di Mosca, ha acquistato negli scorsi anni due ville sul lago di Como che nelle scorse settimane sono state oggetto di atti vandalici.

Pubblicando alcune foto del blitz nel presunto covo dei terroristi filo-ucraini, da cui l’Sbu (il Servizio di sicurezza dell’Ucraina) ha preso le distanze, i russi hanno messo in mostra armi, droghe, svastiche naziste e a sorpresa anche tre copie del videogame The Sims 3, il noto ‘simulatore di vita’ uscito nel lontano 2009.

Cosa c’entra un videogame assieme agli altri oggetti confiscati dall’Fsb? Secondo Elliot Higgins, fondatore di Bellingcat, uno dei più importanti siti di giornalismo investigativo indipendente, dietro la presenza delle tre confezioni vi sarebbe un clamoroso quanto ironico errore da parte del Servizio federale per la sicurezza russo: “Penso sinceramente che questo sia il risultato di uno sciocco ufficiale dell’Fsb che ha ricevuto l’ordine di procurarsi tre SIMs”, ha scritto Higgins su Twitter.

Insomma, all’ordine di procurarsi tre sim per allestire la messinscena, un membro dell’Fsb avrebbe confuso le indicazioni portando i videogames. “Non immaginavo potessero essere così appassionati di The Sims”, è stato il commento alle immagini di Francis Scarr, giornalista del team di Bbc Monitoring che solitamente segue e analizza tutto ciò che trasmette la tv di stato russa.

Ma dalle immagini pubblicate dall’Fsb è emerso un secondo particolare curioso, ovvero una dedica su un libro firmata da “Firma non leggibile”. Secondo Aric Toler, un altro autore di Bellingcat, non vi sarebbe un alto errore dell’Fsb dietro la scelta ma il tentativo di riprodurre fedelmente lo stile del gruppo neonazista russo incriminato su social come Telegram e VK.

Sempre Scarr, il giornalsita della Bbc, ha anche pubblicato un estratto dalla trasmissione condotta da Solovyov in cui il giornalista russo, commentando la notizia sul piano fallito per ucciderlo, ha sostenuto che l’ordine provenisse direttamente dal presidente ucraino Zelenskyperché voleva lavorare per la tv russa ma non aveva abbastanza talento”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia