Dopo la morte di Aurora Grazini, resta il dolore e un grande vuoto. La 16enne morta nel suo letto a Montefiascone nel Viterbese, dopo che il giorno prima era stata dimessa dall’ospedale di Belcolle a seguito di alcuni accertamenti. “Riposa in pace piccola stella. Ricorda che in classe nostra sarai sempre presente”, le scrive su Facebook una compagna di classe. Parenti e amici ancora non possono credere che la 16enne non ci sia più e che sia morta dopo un ricovero in ospedale. La sua famiglia è distrutta dal dolore ma di una cosa è certa: in quelle ore in ospedale non l’hanno persa di vista per un istante, nemmeno la notte perché preoccupati dal malore che aveva avuto e che li aveva convinti a portare la giovane in ospedale.

“Me l’hanno ammazzata: è tremendo. Me l’hanno ammazzata”, dice il nonno di Aurora, Ilario Gambetta,  in un’intervista a Repubblica. Il nonno ha raccontato quelle ore drammatiche prima che la sua nipotina morisse. Dice che la ragazza aveva avuto una brutta influenza e si era assentata da scuola per molti giorni. Quel giorno era rientrata anche se ancora non si sentiva molto bene. Era anche dimagrita moltissimo. A scuola una prof l’aveva anche interrogata e le aveva messo un 4.

Poi un malore l’aveva colpita e sua mamma aveva chiamato l’ambulanza per portarla all’ ospedale Belcolle. Al pronto soccorso di Viterbo viene visitata da un dottore che la trova in grande agitazione avviandola a un percorso psichiatrico. Le fissa un appuntamento con il neuropsichiatra per il lunedì successivo “poi le somministra quindici gocce, mia figlia non vede neanche quali”. Si è trattato di gocce di En, una benzodiazepina con funzione di ansiolitico, e la dimette. Una volta tornata a casa la ragazza continua a non riprendersi. Ma i suoi genitori preoccupati non la perdono d’occhio. La mamma si stende accanto a lei per vegliarla al meglio. Poi all’alba si accorge che Aurora non respira più, la scuote disperata mentre sua figlia le muore tra le braccia. “E io adesso voglio sapere perché”, dice nonno Ilario che non riesce a darsi pace.

Intanto continuano le indagini in attesa dell’autopsia che si svolgerà martedì all’ospedale di Viterbo. La Procura di Viterbo ha anche disposto anche esami tossicologici per accertare se la ragazza avesse assunto qualche sostanza che potrebbe essere ricollegata al decesso. Un’ipotesi esclusa dai genitori che hanno sottolineato di aver vegliato sulla ragazza senza sosta. L’esame autoptico poi dovrà chiarire se la ragazza fosse affetta da qualche patologia o malformazione congenite che, mai diagnosticate, possono essere stati la causa del misterioso e improvviso decesso. E il perchè di quel calo di peso evidente che Aurora pativa negli ultimi tempi.

Gli inquirenti stanno ascoltando anche gli amici della ragazza. Con loro hanno ricostruito anche il tipo di rapporto che Aurora da qualche tempo aveva con un ragazzo e da ciò che è emerso lo stile di vita del giovane, più grande di Aurora, era molto diverso da quello della ragazza e della sua famiglia. Altro punto da chiarire è lo stato pregresso di salute di Aurora. La ragazza aveva perso peso ultimamente e sarebbe andata in ospedale a Viterbo, secondo quanto si è appreso, perché accusava uno stato d’ansia e un attacco di panico. Saranno poi ascoltati i medici. La Procura, che ieri ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, ha disposto il sequestro di tutta la documentazione medica riguardante la ragazza non solo all’ospedale ma anche presso il medico di famiglia. Oltre al’inchiesta della Procura accertamenti presso l’ospedale sono stati attivati dalla Regione Lazio per verificare le procedure cliniche eseguite presso l’ospedale prima delle dimissioni, e dal Ministero con l’invio degli ispettori.