Letture
Lo scaffale
Il fascino degli anni Ottanta e come si vivevano: un viaggio attraverso i racconti di Codeluppi
L’autore illustra la sua vita attraverso il suo libro “I favolosi anni Ottanta-Memorie del decennio che ha cambiato il mondo”, accompagnata dalla conoscenza di personaggi illustri
Anni strapieni di cose, anni tutti di corsa, anni di mille luci: gli Ottanta. Un’altra epoca. Pieni anche di robaccia, intendiamoci, e però nel ricordo prevale la fantasmagoria, la creatività di quel decennio ormai lontano. Quella di Vanni Codeluppi contenuta in questo piccolo libro (“I favolosi Ottanta – Memorie del decennio che ha cambiato il mondo”, DeriveApprodi) è una ricostruzione soggettiva di momenti vissuti nei posti giusti – Milano, New York, Londra – al momento giusto.
Codeluppi, oggi docente di Sociologia all’Università di Modena e Reggio Emilia, ha avuto infatti la fortuna di assistere ai mutamenti fondamentali di quel momento, conoscendo tra l’altro personaggi assolutamente significativi. Ecco quindi irrompere la nuova musica post-progressive e punk, ecco la Milano da bere con gli stilisti e gli intellettuali (bella la descrizione di Gillo Dorfles), ecco Brooklyn e Manhattan, le notti di Londra, e ancora Umberto Eco, Giorgio Armani, Jean Baudrillard, le Timberland ed Enrico Berlinguer alla Festa di Reggio Emilia, immortalato di spalle con la gambetta piegata – foto iconica – dall’amico fotografo Luigi…
Fu un decennio in cui sembrava facile poter fare qualunque cosa: in questo c’è una similitudine con gli anni Sessanta, gli anni del boom. Per esempio, prendiamo la televisione. Formidabile elemento di innovazione e progresso nei Sessanta, conosce un nuovo splendore vent’anni dopo, sotto l’impulso, comunque lo si giudichi, della Fininvest di Silvio Berlusconi. È quella la colonna sonora (o meglio, visiva) di quel decennio. La trasposizione mediatica del “riflusso” e del famoso “edonismo reaganiano” coniato da Roberto D’Agostino per Renzo Arbore, raro momento brillante in una Rai «seria e un po’ noiosa» cui Fininvest «presentava un nuovo mondo pieno di allegria e divertimento» con una cultura «basata in gran parte sullo sfruttamento del corpo femminile». Una reazione “bassa” ai sofisticati dibattiti degli anni Settanta sulla rivoluzione sessuale. Sembra un’era fa. E nel ricordo, gli anni giovanili e della prima maturità sono belli e innocenti. Questo memoir di Codeluppi ne è una testimonianza.
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