Un recente studio pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale, The New England Journal of Medicine, accende i riflettori su un tema tanto tecnico quanto cruciale per la sicurezza dei pazienti: il corretto posizionamento del sondino nasogastrico. Si tratta di un dispositivo comunemente utilizzato negli ospedali per somministrare cibo o farmaci, ma che, se inserito in modo scorretto, può provocare conseguenze molto gravi. Non a caso, nei sistemi sanitari come quello britannico, un errore di questo tipo è considerato un evento “mai accettabile”, cioè completamente prevenibile.

Tradizionalmente, la prevenzione di questi errori si basa soprattutto sulla formazione del personale sanitario. Tuttavia, negli ultimi anni si è iniziato a guardare con crescente interesse alle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale, in particolare come supporto nell’interpretazione delle radiografie del torace, utilizzate proprio per verificare la posizione del sondino. Lo studio ha valutato, in un contesto reale del Servizio Sanitario Nazionale inglese, le prestazioni di un sistema di IA già disponibile in commercio. Per un anno, i ricercatori hanno osservato il funzionamento di questo strumento su oltre 1.600 radiografie consecutive. I risultati raccontano una storia fatta di luci e ombre. Da un lato, il sistema si è dimostrato piuttosto efficace nell’individuare i casi più pericolosi, ovvero i sondini posizionati in modo scorretto. Dall’altro, ha segnalato come problematici molti casi che in realtà erano corretti, generando così un numero significativo di falsi allarmi.

Ma l’aspetto più delicato riguarda gli errori opposti: seppur rari, alcuni casi di posizionamento non sicuro non sono stati riconosciuti dall’Intelligenza Artificiale. Ed è proprio questo il punto critico, perché anche un singolo errore di questo tipo può tradursi in un danno evitabile per il paziente. In conclusione, lo studio invita alla prudenza. Sebbene queste tecnologie mostrino un potenziale interessante, i risultati suggeriscono che, allo stato attuale, non siano ancora sufficientemente affidabili per sostituire il giudizio clinico umano in un ambito così sensibile. L’Intelligenza Artificiale può essere un valido alleato, ma non può ancora diventare l’unico arbitro delle decisioni.