“Sono convinto che tutte le università italiane saranno in presenza e stiamo lavorando in questa direzione, però con la capacità di fare anche un’offerta a distanza in maniera tale da non lasciare nessuno studente indietro. Ci vuole flessibilità”. È questo il piano del ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, intervenuto questa mattina a Sky Tg24, all’indomani dell’approvazione del decreto scuola che disciplina gli esami di stato conclusivi del I e del II ciclo di istruzione, la valutazione finale degli alunni, la conclusione dell’anno scolastico 2019/2020 e l’avvio del 2020/2021, le procedure concorsuali straordinarie per la Scuola secondaria di I e II grado

PLEXIGLASS NELLE AULE – Manfredi è intervenuto sull’ipotesi di installare il plexiglass divisorio anche nelle aule universitarie. “Non credo e non ci stiamo proprio pensando – ha spiegato Mandredi-. Stiamo lavorando su una maggiore disponibilità di aule, su una maggiore rotazione degli studenti e su un allungamento dell’orario. Questo è possibile farlo nelle università che hanno una didattica molto più flessibile rispetto alla scuola. Sarà un sistema basato su una diversa organizzazione”.

ESAMI E TEST DI INGRESSO – Manfredi tocca anche un tema delicato, quello dei test di ammissione alle professioni, dato che negli scorsi mesi era stata avanzata l’ipotesi, soprattutto per i medici, di bypassare l’esame per accelerare l’ingresso in corsia. “L’esame di Stato per l’accesso alle professioni è previsto dalla Costituzione, quindi non è un esame che si può abolire. Il percorso che stiamo facendo, iniziato con medicina, è di trasformare le lauree in lauree abilitanti, in modo che l’esame di laurea sia contemporaneamente anche un esame di Stato per l’accesso alla professione. Questo significa che la parte di tirocinio verrà fatta durante il percorso di studi e che poi l’esame di laurea avrà anche la partecipazione dei rappresentanti degli Ordini professionali. È mia intenzione allargare il numero di lauree abilitanti e presenterò a breve un progetto di legge. Mi auguro che già dal prossimo anno i percorsi universitari di alcune professioni, come odontoiatria, farmacia e veterinaria, possano essere abilitanti”, ha spiegato il ministro.

LA DIDATTICA A DISTANZA – Dal ministro arriva quindi un bilancio positivo della gestione delle Università durante l’emergenza Covid. Tracciando una linea sul lavoro svolto, Manfredi spiega che “c’è stato un grosso impegno per fare in modo che subito tutta la didattica fosse portate a distanza, nel giro di una settimana più del 95% degli insegnamenti sono stati erogati a distanza. In una situazione di emergenza i risultati li considero molto positivi perché, dai dati che abbiamo, sia in numero degli esami che il numero dei laureati non è cambiato rispetto allo scorso anno. Si è dovuto sacrificare qualcosa, come le materie progettuali o sperimentali che hanno dovuto rinunciare alle attività in presenza, però complessivamente l’Università non si è fermata e il giudizio degli studenti è un giudizio sostanzialmente positivo, sebbene ci sia stato qualche problema legato al digital divide”.

NO TAX AREA – Altro annuncio importante arrivato dal ministro nel corso dell’intervista è stato il prossimo intervento del governo sulle tasse universitarie, “allargando la no tax area”. Manfredi ha precisato infatti che “fino  ventimila euro di reddito Isee non si pagheranno le tasse, tra ventimila e trentamila ci saranno degli sconti importanti e poi ci saranno degli interventi specifici, gestiti dalle singole università, per intercettare quelle famiglie che hanno subito un calo di reddito improvviso che non viene fotografato dall’Isee”.