La novità
Il podcast LibriOltreConfine, la letteratura straniera con la voce dei traduttori

Di podcast sulla letteratura ce ne sono migliaia ed è una buona notizia perché tutto ciò che diffonde cultura è benvenuto. Qui ne vogliamo segnalare uno per una ragione particolare che diremo. Si chiama “LibriOltreConfine” ed è un podcast che racconta la letteratura straniera attraverso la voce dei traduttori. Questo è il motivo per cui volentieri ne parliamo: perché, storicamente, ai traduttori non si dà il giusto ruolo che meritano. E invece dobbiamo loro gratitudine immensa. Sono come la barca che ci porta nei lidi di parole che non conosciamo, i custodi dei libri che solo grazie a loro possiamo conoscere.
Senza Leone Ginzburg non conosceremmo Tolstoj, senza Anna Rho non avremmo letto Musil, tanto per fare due nomi mitici. Con una lunga e luminosa tradizione alle spalle, l’Italia oggi può vantare grandi professionisti in questo campo. Su questo podcast alcuni di loro parlano dei romanzi che hanno tradotto, aggiungendo sempre qualcosa che non avevamo colto. Alcuni esempi: Giorgio Amitrano traduttore di Banana Yoshimoto ci parla di “Kitchen”, Luciana Cisbani di “Triste tigre” di Neige Sinno (che abbiamo recensito qui sul Riformista), Cristiana Mennella di “Baumgartner” di Paul Auster, Susanna Basso di “Nel guscio” di Ian McEwan, Silvia Pareschi (la traduttrice di Jonathan Franzen!) de “Il vecchio e il mare” di Hemingway e altri ancora.
Bisogna dunque ringraziare Teresa Franco per questa ottima iniziativa. Andate dunque a cercare questo podcast, i “vostri” romanzi e le voci di chi li ha tradotti: è un bel modo per “rileggerli“.
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