Il primo giornale italiano non è tra quei i giornali nazionali di oggi. La prima copia ancora conservata di un quotidiano risale al 19 aprile 1735 e la testata è quella de La Gazzetta di Parma. Secondo gli studi sulle prime gazzette in Italia a opera dello storico Salvatore Bongi, il giornale girava già intorno al 1729. Quelle copie vennero però disperse durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il primo esemplare della Gazzetta di Parma venne stampato dal tipografo Rosati su quattro fogli e a cadenza settimanale. Il giornale conteneva all’inizio soltanto notizie provenienti dall’estero e di carattere pubblico, come decreti e grida ducali, come tutte le gazzette dell’epoca. Il nome Gazzetta derivava da “gazeta”, una moneta d’argento del valore di due soldi, che era il costo di un avviso veneziano nel sedicesimo secolo.

Durante l’epoca borbonica la pubblicazione venne interrotta a più riprese e quindi affidata direttamente al governo. Dopo l’annessione del ducato di Parma alla Francia la produzione venne di nuovo bloccata per poi ricominciare sotto il nome di Gazzetta del Taro. Dal primo gennaio del 1950 la Gazzetta di Parma divenne a tutti gli effetti un quotidiano. Nel 1960 passò a una proprietà privata tra i cui azionisti figurava anche Giuseppe Verdi e nel 1928 venne fuso con il Corriere Emiliano e acquisito dal Partito Nazionale Fascista. Tornò a proprietà privata nel 1941 con la direzione di Corrado Rocchi. Dopo un breve periodo di gestione del Comitato di Liberazione Nazionale e di taglio nazionale e internazionale, il quotidiano tornò a una dimensione locale nel 1957 con la direzione di Baldassarre Molossi. Fin dal XIX secolo la storia della Gazzetta di Parma è accompagnata dalla famiglia di giornalisti ed editori Molossi.

A contendere il primato di giornale più antico d’Italia alla Gazzetta di Parma è la Gazzetta di Mantova, le cui origini vengono fatte risalire a un foglio del 1664 senza testata. Essendo priva di un’intestazione specifica, il primato resta dunque al giornale parmense.

Nel 2005, in occasione dei 250 anni dalla prima copia attestata, la Gazzetta di Parma ha pubblicato un’edizione commemorativa che all’interno riportava pagine d’epoca.

Antonio Lamorte