Come ricordare il 25 aprile, la festa della Liberazione da anni ormai nel mirino della destra italiana, se non con una collana sul fascismo pubblicizzata con toni asettici e privi di un forte giudizio negativo? È quello che avranno pensato al Corriere della Sera, che dal 24 aprile, giorno che precede la ricorrenza in cui gli italiani festeggiano la liberazione dal nazifascismo, lancia i suoi volumi sul fascismo (venti uscite per 6,9 euro a fascicolo) col claim “Il Ventennio che ha cambiato l’Italia”, utilizzando persino un font che richiama all’epoca mussoliniana.

Il primo ad accusare il quotidiano di via Solferino è stato Gad Lerner, giornalista e firma di Repubblica. “Il tono asettico e neutrale di questa pubblicità (leggerne il testo, ogni parola scelta con cura per non risultare critica) dice molto sul clima culturale odierno – ha scritto Lerner su Twitter – il marketing sconsiglia di apparire antifascisti per non dividere il pubblico?”.

Sulla stessa lunghezza d’onda lo scrittore Christian Raimo, assessore alla Cultura nel Terzo Municipio di Roma, che accusa Rcs di pubblicizzare sulla Gazzetta dello Sport “una pagina intera con un duce sorridente e gaudioso per la pubblicità del “Ventennio che ha cambiato l’italia”, una collana di grandi classici per conoscere e capire il fascismo (e poi ammirarlo?), andando subito a intaccare il segmento editoriale del Primato Nazionale”.

IL CDR CONTRO IL DIRETTORE DEL CORSERA – Una scelta che ha spinto anche il Cdr del Corriere a scrivere al direttore Luciano Fontana. “Non vogliamo entrare nel merito delle scelte di chi decide i contenuti da vendere in allegato con il Corriere della Sera, ma pubblicizzare l’uscita di una collana sul “Ventennio che ha cambiato l’Italia” con tanto di foto di un sorridente Benito Mussolini in una piazza stracolma di gente è sicuramente molto discutibile”, spiegano i giornalisti.

Inoltre gli stessi ritengono “decisamente di pessimo gusto programmare l’uscita del primo numero della collana per il 24 aprile alla vigilia dell’anniversario della liberazione dal nazifascismo. Se non è più possibile rinviare ad altra data l’uscita della collana, almeno ti invitiamo ad una maggiore vigilanza sulle pagine promozionali inserite all’interno del giornale per salvaguardare la qualità del nostro lavoro quotidiano”.