I Democratici americani hanno annunciato le accuse formali contro il presidente Donald Trump nell’ambito della procedura di impeachment. Sono due: abuso di potere e ostruzione del Congresso. Se i capi d’accusa verranno adottati in seduta plenaria, la prossima settimana, Trump diventerà il terzo presidente Usa della storia a essere messo in stato d’accusa dal Congresso. È tuttavia improbabile che venga destituito, dal momento che il Senato, a cui spetterà il compito di giudicarlo, è controllato dai repubblicani, che fanno quadrato intorno a lui.

LEGGI ANCHE – Pelosi avvia la messa in stato di accusa di Trump

LE ACCUSE DEM – “Il nostro presidente ha la massima fiducia dell’opinione pubblica. Quando tradisce quella fiducia e mette se stesso davanti al Paese mette in pericolo la Costituzione, mette in pericolo la nostra democrazia e mette in pericolo la nostra sicurezza nazionale”, ha dichiarato il presidente della commissione giustizia della Camera, il democratico Jerry Nadler.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della commissione intelligence della Camera Usa Adam Schiff: “Le prove della condotta del presidente sono schiaccianti e incontestabili” e il “continuo abuso di potere” di Donald Trump “non ci ha lasciato alternativa”.

I democratici hanno avviato una procedura di impeachment contro Donald Trump dopo avere appreso che, in una telefonata del 25 luglio, aveva chiesto al presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky di indagare su Joe Biden, democratico e possibile rivale nella corsa per la Casa Bianca del 2020. L’opposizione accusa Trump di avere abusato del suo potere per fini personali, precisamente congelando aiuti militari fondamentali per Kiev, che è impegnata in un conflitto armato con i separatisti filorussi nell’est dell’Ucraina. “Il presidente ha chiesto e fatto pressione sull’Ucraina affinché intervenisse nelle nostre elezioni presidenziali del 2020, così facendo ha minato la sicurezza nazionale, ha indebolito l’integrità delle elezioni e violato il suo giuramento al popolo americano”, ha affermato Nadler. I Dem rimproverano inoltre al tycoon di essersi rifiutato di collaborare alla loro indagine, il che alimenta il capo d’accusa di ostruzione del Congresso. Definendo “incostituzionale” l’inchiesta sulla destituzione, la Casa Bianca ha effettivamente intimato a diversi consiglieri del presidente di non piegarsi alle ingiunzioni a comparire e di non consegnare documenti alla Camera.

LA REAZIONE DI TRUMP -Non si è fatta attendere la reazione del tycoon. Trump su Twitter, utilizzando l’hashtag ‘Elezioni 2020’, ha duramente attaccato i Democratici: “Mettere in stato d’accusa un presidente che tramite risultati, compresa la realizzazione dell’economia forse più forte della storia del nostro Paese, ha provato di avere una delle presidenze più di successo di sempre, e cosa più importante, che non ha fatto niente di sbagliato, è una assoluta follia politica!”.