Lo spyware sospeso tra pubblico e privato
Italia Far West spyware: chi controlla chi? Cy4Gate e le altre agenzie che minacciano la nostra privacy
Il caso Del Deo continua a far parlare. L’inchiesta della Procura di Roma che ruota attorno alla struttura clandestina di dossieraggio della “Squadra Fiore”, composta da ex appartenenti ai servizi segreti, ex forze dell’ordine e specialisti informatici, è focalizzata sugli accessi abusivi a sistemi informatici con cui avrebbero raccolto informazioni riservate e costruito dossier su persone e imprese. Non diversamente da come, a Milano, aveva fatto Equalize. Si moltiplicano i casi di agenzie investigative in grado di bucare la nostra privacy.
C’è un mercato dei trojan investigativi a gestione privata dove singole aziende concentrano competenze, tecnologie e relazioni strategiche. È qui che nasce un interrogativo: può uno strumento capace di entrare nei telefoni, leggere comunicazioni, acquisire dati e ricostruire la vita digitale di una persona essere sviluppato, gestito e commercializzato da aziende private? E soprattutto: chi controlla chi? Ci sono attori che rischiano di conquistare, nella transizione veloce di questo mercato, una posizione decisamente dominante? In questo contesto, uno dei nomi più citati dagli addetti ai lavori – e certamente tra i più noti – è quello di Cy4Gate, società specializzata in tecnologie cyber e intelligence e parte dell’orbita industriale di ELT Group, già Elettronica S.p.A., azienda italiana cresciuta soprattutto nel settore della difesa e della guerra elettronica. Del tutto estranea alle inchieste su Del Deo e su Equalize, ma case history utile a farci capire come si muove questo spaccato al confine tra sicurezza nazionale, attività investigative e tutela della privacy. Cy4Gate fornisce tecnologie destinate a clienti istituzionali, forze di polizia e organismi accreditati, proponendo strumenti che rientrano nel settore della cosiddetta lawful interception, ossia l’intercettazione effettuata nell’ambito di procedure autorizzate dalla legge.
Qui però dobbiamo dare voce a una precisazione: la distinzione tra trojan investigativo e spyware dipende infatti soprattutto dal contesto d’impiego e dal quadro normativo entro cui questi strumenti vengono utilizzati. A rafforzare il posizionamento di Cy4Gate nel comparto delle intercettazioni digitali è stata l’acquisizione di RCS Lab, azienda italiana nota per la produzione di sistemi di intercettazione destinati alle autorità governative. L’integrazione di RCS Lab all’interno del gruppo Cy4Gate – famiglia Benigni – ha consolidato la presenza della società italiana in un mercato globale sempre più strategico. Da una parte vi sono le esigenze degli Stati di servirsi di strumenti tecnologici per contrastare terrorismo, criminalità organizzata e minacce ibride; dall’altra emergono interrogativi etici sui meccanismi di controllo sul potere degli attori privati.
Il caso Cy4Gate rappresenta un esempio emblematico della trasformazione del settore della difesa nell’era digitale. Accanto ai tradizionali sistemi di guerra elettronica assumono un ruolo crescente i software di raccolta dati e gli strumenti di sorveglianza informatica: un’evoluzione che riflette il progressivo spostamento delle attività di sicurezza dal dominio fisico a quello cibernetico. Le tecnologie di intercettazione e cyber intelligence, va detto, sono soggette a una pluralità di controlli che coinvolgono organismi diversi. Gli aspetti relativi alla sicurezza nazionale e alle attività strategiche possono inoltre rientrare nell’ambito dei poteri esercitati dal Governo attraverso il cosiddetto golden power, che consente all’esecutivo di intervenire nelle operazioni riguardanti imprese strategiche.
Per quanto riguarda l’utilizzo concreto dei software di intercettazione, il controllo non viene esercitato direttamente sugli azionisti o sulla proprietà aziendale, ma sulle attività svolte dalle autorità che impiegano tali strumenti. Resta tuttavia il fatto che la tecnologia è sviluppata e detenuta da soggetti privati, che ne conoscono architettura, funzionamento e potenzialità. E allora qualche domanda dobbiamo porcela: può uno strumento tanto invasivo, capace di incidere sulla libertà individuale, rimanere nelle mani di un’azienda e non direttamente dello Stato? Il settore va normato anche alla luce delle direttive europee e degli scandali su cui indagano le Procure.
© Riproduzione riservata





