Il contratto
Italia fuori dal Mondiale, inizia la fuga degli sponsor. Telepass il primo a salutare
Oltre che politiche, le ripercussioni della non qualificazione al Mondiale della Nazionale Italiana di calcio sono economiche. Già subito dopo la partita contro la Bosnia era possibile stimare un danno di circa 30 milioni di euro, introiti che tra premi e sponsor sarebbero finiti a bilancio FIGC ed utilizzati per promuovere e far crescere ulteriormente il movimento. Da oggi invece si iniziano a contare i malus.
Tante le penalità che riguarderanno gli accordi di sponsorizzazione, il più evidente quello con Telepass, che nel 2023 aveva firmato un nuovo contratto di partnership quadriennale. Un accordo conclusosi anzitempo questa settimana, proprio a causa della mancata partecipazione alla competizione. Telepass era tra i marchi più importanti legati alle Nazionali di calcio, assieme ad Adidas, Eni, Tim e Posteitaliane, che restano legate agli azzurri. E così Via Allegri si è subito adoperata per cancellare ogni collegamento con l’azienda: via il logo dal sito web, dalle piattaforme e dalla newsletter.
Più difficile sarà farlo sparire dalle maglie di allenamento e dall’abbigliamento tecnico. In questi giorni si radunano le nazionali femminili (maggiore inclusa, a Coverciano) che mostrano ancora il logo sulla maglia. Servirà del tempo, anche per sistemare il bilancio.
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