Prima definita “neo-terrorista” dal deputato Alessandro Pagano, poi al centro di una fake news condivisa dall’europarlamentare Susanna Ceccardi. Continuano i ‘problemi’ tra la Lega e Silvia Romano, la cooperante 24enne liberata venerdì scorso dai suoi rapitori di al-Shabaab, il gruppo terroristico somalo che per oltre 500 giorni l’ha tenuta prigioniera dopo il rapimento avvenuto i 20 novembre 2019 in Kenya.

Dopo Pagano, che nell’Aula si era spinto a definire la volontaria milanese una “neo-terrorista”, ieri è arrivato il turno della Ceccardi, candidata del Carroccio e del centrodestra alle prossime Regionali in Toscana. L’europarlamentare ha infatti condiviso sul proprio profilo Facebook lo screenshot della notizia di un attacco in Somalia del gruppo di al-Shabaab contro militari italiani, esprimendo “solidarietà ai nostri militari, fortunatamente illesi”, facendo poi un richiamo alla vicenda di Silvia Romano.

La Ceccardi scrive: “Vedo che i 4 milioni di euro pagati per il riscatto di Silvia Romano (cifra e circostanza ufficialmente non confermata, ndr) sono stati subito messi a frutto”. A sbugiardare il post della Ceccardi è stata Monia Monni, consigliere regionale del Partito Democratico, che ha notato come la notizia pubblicata dall’europarlamentare del Carroccio fosse del 30 settembre 2019, quando Silvia Romano era ancora nelle mani dei terroristi somali.

“Ecco l’impacchettamento di bufale che i seminatori di odio di professione propagano nel web. Susanna Ceccardi, eurodeputata della Lega e prossima candidata alla presidenza della Regione Toscana. Pochi minuti fa, pubblica questo post (che ora ha fatto sparire dalla sua pagina): ‘Solidarietà ai nostri militari, fortunatamente rimasti illesi. Vedo che i 4 milioni di euro pagati per il riscatto di Silvia Romano sono stati subito messi a frutto!’ E pubblica la notizia dell’attacco in Somalia rivendicato dal gruppo Al-Shabaab. La notizia non è di oggi, ma del 30 settembre 2019. Però diciamolo questa non è una bufala. È un modo meschino di istigare il web e per questo verificherò se ci sono gli estremi per una denuncia. Ora basta manganellate sul web. Basta odio. Basta menzogne. Un insulto anche ai nostri militari. Non ne possiamo più di questo inquinamento in un momento così drammatico. La politica non può essere una baracconata così, mi rifiuto!”, scrive Monni.