Un documento di “protesta“, redatto in sette lingue e sottoscritto da un centinaio di studiosi, religiosi e laici, contro Papa Francesco. “Noi sottoscritti” si legge “protestiamo e condanniamo gli atti sacrileghi e superstiziosi commessi dal Successore di Pietro durante il recente Sinodo sull’Amazzonia tenutosi a Roma”.

Il pontefice si sarebbe macchiato di “gravi peccati” e chi all’interno della Chiesa lo seguirà rischia “la dannazione eterna“. Tra i firmatari  il moralista John McCarthy, il teologo Brian Harrison, lo storico Roberto De Mattei, il giurista Paolo Pasqualucci, il medievalista Claudio Pierantoni, il patrologo John Rist, il filosofo Josef Seifert, lo storico Henry Sire, la principessa Glorias Thurn und Taxis e John Henry Westen fondatore del sito LifeSiteNews.

L’ACCUSA – Secondo i circa 100 firmatari del documento, “il 4 ottobre Papa Francesco ha partecipato ad un atto di adorazione idolatrica della dea pagana Pachamama. Ha permesso che questo culto avesse luogo nei Giardini Vaticani, profanando così la vicinanza delle tombe dei martiri e della chiesa dell’Apostolo Pietro. Ha partecipato a questo atto di adorazione idolatrica benedicendo un’immagine lignea della Pachamama”. L’episodio sarebbe avvenuto durante durante il Sinodo sull’Amazzonia dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina a due passi dalla basilica di San Pietro in Vaticano.

L A FRONDA INTERNA – I firmatari citano a conforto delle loro testi, fra gli altri, i cardinali Wlater Brandmueller, Gerhard Mueller, Raymond Burke, Jorge Urosa Savino, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò e i vescovi Athanasius Schneider, José Luis Azcona Hermoso, Rudolf Voderholzer e Marian Eleganti.

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Atti sacrileghi e superstiziosi che si sarebbero poi ripetuti pochi giorni dopo così come si sottolinea nel documento: “Il 7 ottobre, l’idolo della Pachamama è stato posto di fronte all’altare maggiore di San Pietro e poi portato in processione nella Sala del Sinodo. Papa Francesco ha recitato preghiere durante una cerimonia che ha coinvolto questa immagine e poi si è unito a questa processione. Quando le immagini in legno di questa divinità pagana sono state rimosse dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina, dove erano state collocate sacrilegamente, e gettate nel Tevere da alcuni cattolici oltraggiati da questa profanazione della chiesa, Papa Francesco, il 25 ottobre, si è scusato per la loro rimozione e una nuova immagine di legno della Pachamama è stata restituita alla chiesa. In tal modo è incominciata un’ulteriore profanazione”.

“PENTITI” – Il testo si conclude con una vera e propria implorazione “a Dio Onnipotente” al quale si chiede “di risparmiare ai membri colpevoli della Sua Chiesa sulla terra la punizione che meritano per questi terribili peccati”. Un gesto di magnanimità cui segue una specifica richiesta a Papa Francesco: “Chiediamo di pentirsi pubblicamente e senza ambiguità di questi peccati oggettivamente gravi e di tutte le trasgressioni pubbliche che ha commesso contro Dio e la vera religione, e di riparare questi oltraggi”. Inoltre, “chiediamo rispettosamente a tutti i vescovi della Chiesa Cattolica di rivolgere una correzione fraterna a Papa Francesco per questi scandali, e di ammonire i loro greggi che, in base a quanto affermato dall’insegnamento della fede Cattolica divinamente rivelato, se seguiranno l’attuale Papa nell’offesa contro il Primo Comandamento, rischiano la dannazione eterna”.