Una mistress dominatrice ha gli stessi diritti politici di un ‘normale’ cittadino? È la domanda che viene naturale dopo lo scoppiare del ‘caso’ riguardante Doha Zaghi, in arte Lady Demonique, mistress e performer di 31 anni che è tra i candidati di Azione a sostegno della candidata del centrosinistra alle elezioni comunali del 12 giugno prossimo di Como, Barbara Minghetti.

Doha fa parte dei 27 aspiranti consiglieri riuniti nella lista che unisce Italia Viva, Azione, +Europa e Volt: alla posizione numero 13, si definisce “imprenditrice digitale e performer, 31 anni”. Su Facebook chiede ai suoi fan di “spaccare la pagina di like e segui” e di dare “supporto alla Queen”, col suo arrivo in politica che diventa “atteso come le ferie d’agosto”.

Ma è il suo curriculum che evidentemente desta ‘scandalo’. Perché nell’Italia del 2022 essere candidati in politica e contemporaneamente lavorare come mistress, realizzare video sadomaso, non è conciliabile.

Non lo è neanche per il leader di Azione, Carlo Calenda, che su Twitter quando gli viene fatto notare della candidata di Como prima risponde al deputato della Lega Claudio Borghi difendendola e sottolineando che “voterei lei rispetto a te tutta la vita”, poi però cambia posizione e spiega di “non conoscere i trascorsi della signora in questione. Se si trattasse di fatti privati nulla questio, ma direi che non ci sono i presupposti perché sia una candidata di Azione”.

Eppure neanche nella coalizione di cui fa parte c’è imbarazzo per la sua candidatura, come spiega al Corriere uno dei referenti, Andrea Luppi: “Non c’è stata alcuna sorpresa riguardo alla professione di Doha, non è importante quale lavoro faccia una persona, tutti hanno diritto a candidarsi e per noi quello che conta davvero è la sincera disponibilità e volontà di impegnarsi davvero per la città”.

Eppure Doha al quotidiano La Provincia di Como non si era sottratta a importanti riconoscimenti nei confronti dello stesso Calenda. Dopo aver sottolineato di essersi sempre interessata alla politica, con i primi passi già ai tempi del liceo, aveva poi smesso perché non c’era nessun leader o partito in cui riconoscersi. “Ora c’è Carlo Calenda con Azione, l’unico partito al quale mi sento davvero affine. È un partito liberista ed europeista”, erano state le sue parole.

A quanto pare è proprio Calenda a non sentirsi ‘affine’ a Doha. Eppure lo scorso 31 marzo, per un appuntamento elettorale a Como per sostenere Barbara Minghetti e la lista, Calenda aveva incontrato i candidati, compresa la stessa Doha Zaghi.

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Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia