“Il Parlamento non può chiudere. La Camera, il Senato, devono fare tutto quel che è necessario per aiutare i malati, i dottori, gli infermieri, i trasportatori, i panettieri: le persone che più di tutte sono i prima linea o stanno subendo il peso di un’epidemia che ha sconvolto le vite di tutti”. Il presidente della Camera Roberto Fico risponde alle domande di Annalisa Cuzzocrea di La Repubblica. E il senso che ne scaturisce è uno solo: il Parlamento non si ferma. “Dev’essere in prima linea”, dice l’esponente del Movimento 5 Stelle, “non può arretrare, come non arretrano i medici e altre categorie” perché “nelle fasi emergenziali il Parlamento non solo resta un presidio a garanzia dei principi democratici, ma è chiamato a offrire sostegno a chi fronteggia in prima persona l’emergenza e a chi subisce il peso economico e sociale di questa situazione”.

Queste le ragioni per le quali il lavoro delle camere deve procedere, secondo Fico. Sull’ipotesi del voto online il Presidente della Camera fa invece presente la complessità del tema. Praticamente lo esclude, almeno per il momento. E la riflessione sorprende, visto che proprio il M5s è stato il promotore di una democrazia digitale. Attraverso i suoi blog, per esempio. E una delle cinque stelle del Movimento è proprio quella della “connettività”. Sulla piattaforma Rousseau – non senza intoppi e malfunzionamenti di sorta – gli iscritti si sono inoltre espressi prima delle tornate elettorali per scegliere i propri candidati ai comuni, alle regioni, alla presidenza del Consiglio e a quella della Repubblica. Sullo stesso Blog delle Stelle si fa riferimento a come lo smart working sia “un’opportunità per ripartire” durante l’emergenza Coronavirus.

Eppure la riflessione di Fico va in un’altra direzione. “Un elemento fondante del sistema parlamentare è la partecipazione degli eletti ai dibattiti e alle votazioni”, ha dichiarato il presidente della Camera, citando l’articolo 64 della Costituzione. “Non possiamo essere superficiali”, ha aggiunto, ipotizzando una Commissione speciale per l’istruttoria delle leggi, ferma restando la deliberazione finale dell’Aula. “Abbiamo piuttosto deciso di concentrare le attività sulle questioni collegate all’emergenza Covid-19 e stiamo cercando il modo più giusto per proseguire i lavori con tutte le precauzioni. Come avvenuto col voto sullo scostamento di bilancio”, ha dichiarato Fico. I parlamentari contagiati, a oggi, sono in tutto cinque.