La ricetta di Cecere: incentivi per chi assume e restyling del patrimonio edilizio

«Occorre creare un rapporto di dialogo con gli istituti di credito e spingerli ad avere fiducia nelle imprese giovani e nei loro progetti, realizzando un programma apposito di finanza agevolata. Incentivare, ancor di più, le aziende che assumono giovani under 30 a tempo indeterminato con l’applicazione di aliquote di tassazione ridotte drasticamente. E poi bisogna prevedere manovre a sostegno dell’industria edilizia». Sono solo alcuni dei punti fondamentali che il Recovery Plan dovrà contenere secondo Yari Cecere, giovane imprenditore casertano indicato dalla rivista statunitense Forbes tra gli under 30 più promettenti d’Europa per la categoria manufacturing and energy e inserito dall’Istituto per gli studi di politica internazionale nel “Future Leaders”, programma che si rivolge a 50 giovani talenti con meno di 40 anni destinati a ricoprire ruoli chiave all’interno di imprese, enti culturali e istituzioni.

Il premier incaricato Mario Draghi deve riscrivere la strategia per tirare fuori l’Italia dalla crisi nella quale è impantanata: secondo Cecere puntare sui giovani talenti è la scelta più intelligente per un Paese che si prepara a ricostruire la propria economia. «Occorre insistere sulla possibilità che imprese giovani possano accedere più facilmente al credito per effettuare e sostenere nuovi investimenti – spiega Cecere – così come va rivisto il costo del lavoro e vanno premiate le aziende che assumono neolaureati. Utili potrebbero essere convenzioni serie e incentivi appositi per le aziende che permettono lo svolgimento di tirocini per giovani laureandi in modo da agevolare l’attraversamento del ponte scuola-lavoro, uno dei punti di debolezza del sistema universitario italiano che va riformato».

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Il Sud, infatti, è particolarmente carente per quanto riguarda la capacità di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro: i laureati del Nord hanno il 60% di possibilità in più rispetto a quelli del Mezzogiorno di trovare un’occupazione. Ma il nuovo Recovery Plan dovrà mostrare un’attenzione particolare anche alla crisi dell’edilizia, mettendo in campo strategie efficaci. «Il Covid ha colpito duramente anche il settore delle costruzioni – afferma Cecere – Abbiamo avuto un incremento dei costi dovuti all’implementazione dei requisiti igienico-sanitari e alla rimodulazione dell’intero processo produttivo. Se prima, per una determinata fase di produzione, potevano operare dieci squadre, adesso i team a lavoro sono solo quattro. Uno scenario che mette a rischio milioni di posti. Inoltre c’è stato un forte rallentamento di tutte le forniture». Qual è la soluzione? «Inserire all’interno del Recovery Plan manovre a sostegno dell’industria edilizia», risponde Cecere. E per farlo serve un progetto chiaro e concreto.

«La strategia potrebbe essere quella di riqualificare l’intero patrimonio immobiliare a disposizione della nostra Europa, Italia compresa ovviamente – aggiunge Cecere – Riqualificare il patrimonio edilizio e le infrastrutture all’insegna della sostenibilità ambientale consentirebbe non solo di generare posti di lavoro, ma anche benefici quali riduzione di anidride carbonica  nell’atmosfera, aumento della competitività dei nostri Paesi e del benessere dei cittadini». Per ripartire è necessario intervenire, progettare e innovare ma anche valorizzare quello che di buono c’è già. «In Campania abbiamo punti di forza sui quali puntare: edilizia, turismo e cultura – conclude Cecere – Il Recovery Plan dovrà contenere un piano strategico per valorizzare questi settori, volano dell’economia regionale».

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