Niente ingresso al museo perché “troppo scollata”. È quanto si è sentito dire da sicurezza e funzionari del Museo d’Orsay di Parigi una giovane turista, Jeanne, costretta dopo un breve litigio a seguire le ‘regole’ ed indossare una giacca per poter visitare il museo assieme ad una amica ed osservare, ironia della sorte, celebri nudi come “L’origine del mondo “di Courbet o la “Colazione sull’erba” di Manet.

Il caso è stato denunciato dalla stessa Jeanne su Twitter, in una lettera aperta al museo condivisa col suo account. La giovane turista al termine della visita ha pubblicato una foto che la ritrae qualche ora prima nel ristorante dell’hotel Maurice, con l’abito “della discordia”, assieme ad una lettera rivolta al museo d’Orsay. “Io non sono solo i miei seni, non sono solo un corpo. Mi domando se gli agenti che volevano proibirmi di entrare sanno a che punto hanno obbedito a dinamiche sessiste. Non può essere il giudizio arbitrario su che cosa è decente e cosa non lo è a determinare l’accesso o meno alla cultura”, è l’accusa di Jeanne, che ha rimarcato nello scritto la contraddizione di poter osservare quadri e sculture di nudi ma di non poterlo fare con l’abito giudicato indecente.

Un caso che ha riaperto il dibattito sul nuovo “puritanesimo” francese, dove poche settimane fa aveva fatto scalpore la multa a due bagnanti in topless sulla spiaggia di Pérpignan. Anche grazie alla lettera di Jeanne è emerso un caso simile nel museo, con una ragazza respinta all’ingresso perché colpevole di aver lasciato braccia e ombelico scoperti “per il caldo e non per esibizionismo”.

Nella serata di mercoledì il museo, travolto dalle polemiche, ha risposto alle accuse scusandosi con la turista: “Siamo profondamente dispiaciuti per questo incidente e presentiamo tutte le nostre scuse alla persona coinvolta”, si legge in una nota in cui si scaricano le colpe ad un “eccesso di zelo” dei funzionari coinvolti nella vicenda.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia