Una piattaforma politica e culturale permanente
Il trionfo del Gattopardo togato, l’Anm passa all’incasso dopo il referendum. Cortocircuito Riello: l’ex procuratore generale di Napoli entra nel Pd campano…
L’Associazione nazionale magistrati passa all’incasso. Il potente sindacato delle toghe, vero vincitore del referendum sulla giustizia, prova ora a trasformare quel risultato in una piattaforma politica e culturale permanente. Non soltanto opposizione alle riforme, ma una “linea” sul futuro della giustizia, anche attraverso la nascita di comitati territoriali che inizialmente avrebbero dovuto chiamarsi “Case della Costituzione”. È quanto emerso nello scorso fine settimana durante l’assemblea straordinaria dell’Anm, svoltasi in Cassazione, dove i presenti hanno però invocato anche meno “correntismo”.
Un’esortazione a dir poco contraddittoria, perché a pronunciarla sono stati proprio gli stessi esponenti delle correnti che per anni hanno dominato gli equilibri interni della magistratura associata e del Consiglio superiore della magistratura. Una curiosa metamorfosi, con i leader delle correnti improvvisamente trasformati in critici del correntismo.
Un paradosso che non è sfuggito a Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera e tra i sostenitori della riforma bocciata dal referendum. “Il presidente dell’Anm ha detto ‘basta’ alle degenerazioni correntizie. E lo ha affermato senza il minimo imbarazzo”, ha scritto sui social.
Il presidente dell’Anm, Giuseppe Tango, durante il suo intervento ha infatti parlato della necessità di affrontare il “carrierismo”, ammettendo che la magistratura avrebbe “tradito lo spirito dell’articolo 107 della Costituzione”, secondo cui i magistrati si distinguono solo per le funzioni.
Sulla stessa linea Giovanni Zaccaro, leader di AreaDg, la corrente progressista delle toghe, ed ex componente del Csm. Zaccaro ha denunciato derive gerarchiche negli uffici giudiziari e magistrati alla ricerca della “compiacenza dei dirigenti”, parlando di capi che “premiano i più fedeli”. Una descrizione che sembra la fotografia di quel correntismo che, come ricorda il togato del Csm Andrea Mirenda, domina il sistema delle nomine.
Zaccaro ha poi replicato proprio a Mirenda, “reo” di aver criticato la mozione dei “Giovani Magistrati”, accusati di essere più impegnati nelle campagne social che nelle riforme ordinamentali. “Ringrazio i giovani magistrati – ha detto – il cui documento è stato sbeffeggiato da un componente togato del Csm”.
Il passaggio più duro del suo intervento ha riguardato la Scuola superiore della magistratura. “Ci serve una Scuola plurale, aperta, laica, che formi una coscienza critica”, ha detto Zaccaro, sostenendo che la formazione dei magistrati dovrebbe aprirsi a economia, bioetica e geopolitica. Il riferimento polemico era alla gestione della Ssm dopo l’uscita di scena di Silvana Sciarra, ex presidente della Corte costituzionale e accademica dei Lincei. Parole alle quali ha subito risposto Mirenda: “Zaccaro osserva la realtà con lenti deformanti. La Ssm, da sempre terreno di scorribande del peggior correntismo spartitorio, non si è affatto privata di un’accademica prestigiosa, dal momento che Sciarra si è dimessa solo perché non più presidente”.
Riello e il trionfo del Gattopardo togato
Mentre l’Anm rivendica il successo del referendum come una vittoria della Costituzione contro la politica, prosegue il solito cortocircuito tra magistratura associata e impegno politico diretto.
Emblematica, in questo senso, la scelta dell’ex procuratore generale di Napoli Luigi Riello di entrare la scorsa settimana nella segreteria regionale del Pd campano con delega a Giustizia, Legalità e Trasparenza.
Riello è stato tra i magistrati più attivi nella campagna per il “No” ed è da sempre schierato contro le riforme della giustizia, dalla Cartabia fino alla separazione delle carriere. Ora, in pensione, compie ufficialmente il salto in politica, sostenendo che “il rapporto tra società civile e partiti è positivo e non va perso per strada”.
Una scelta legittima, ma che pone comunque interrogativi sul piano dell’opportunità e soprattutto dell’apparenza, considerando il ruolo avuto nella battaglia referendaria. Riello, ironia della sorte, nel 2022 aveva presentato domanda, senza successo, per diventare procuratore generale della Cassazione ottenendo l’appoggio di Magistratura indipendente, la corrente moderata delle toghe spesso considerata dai detrattori “filo-governativa”.
Dall’assemblea dell’Anm emerge allora il ritratto di una magistratura che continua a respingere riforme esterne incisive ma, allo stesso tempo, ammette profonde degenerazioni interne. Si denunciano carrierismo e correntismo, ma senza alcuna reale di cambiare passo. Il trionfo del Gattopardo togato.
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