La diatriba irrisolta nel centrodestra adesso presenta il conto
Modena, auto piomba sullo Ius Soli e rompe la maggioranza: Salvini insegue Vannacci e trasforma Meloni in Angela Merkel
A Modena, la folle corsa di Salim El Koudri ha finito per impattare anche sulla politica. Che reagisce, ancora dopo 48 ore dai fatti, con una dinamica inedita e interessante. Ius soli, ius sanguinis: la diatriba irrisolta nel centrodestra adesso presenta il conto. La voce della premier Giorgia Meloni è perfettamente consonante con quella del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Non era affatto scontato. O per lo meno, non lo era pochi anni fa, ad inizio legislatura.
Meloni media, tiene a bada qualche intemperanza tra i suoi, usa toni saldi, perfino forti. Ma ben diversi da quelli del leader leghista, Matteo Salvini. Più il numero uno della Lega si trova a dover inseguire Roberto Vannacci, più Meloni può vestire, a modo suo, i panni dell’Angela Merkel italiana. Si tiene distante dalle polemiche sulla cittadinanza. Preferendo dedicarsi a chi, per fermare la fuga di El Koudri, ha aiutato: «Ciò che rende eroica una persona normale è l’istante in cui il cuore sceglie di fare il bene, anche quando questo comporta un rischio», ha detto Meloni per ringraziare Luca Signorelli e i cittadini che hanno contribuito a bloccare l’attentatore. Meloni ha così incassato anche i complimenti del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, del Pd: «Tutti hanno apprezzato questo segnale delle istituzioni». La tenuta delle istituzioni è lodevole. Quella della maggioranza mostra invece i suoi limiti.
Lo raffigurano efficacemente, con accenti affilati, Carlo Calenda e Daniela Ruffino, di Azione, secondo cui «il centrodestra mostra profonde divergenze sul tema della cittadinanza» dopo i fatti di Modena.
Il leader degli azzurri, vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadisce la linea del rigore verso chi delinque senza essere cittadino italiano, chiedendo l’espulsione per chi commette reati. Allo stesso tempo, invita a premiare i cittadini stranieri che hanno contribuito a fermare l’aggressore, pur escludendo automatismi sulla concessione della cittadinanza.
Concilianti anche le parole di Raffaele Nevi. Il portavoce di FI insiste sulla necessità di distinguere tra immigrazione irregolare e integrazione di chi lavora e rispetta le regole. Nevi richiama inoltre l’attenzione sulle presunte problematiche psichiatriche dell’aggressore, sostenendo che il caso sollevi interrogativi soprattutto sul funzionamento dei servizi sociali e sanitari. Elemento sottolineato anche dal deputato di Forza Italia Davide Bergamini, che ha chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiarire eventuali precedenti segnalazioni sull’uomo responsabile dell’attacco, comprese criticità psichiatriche. «Spetta naturalmente alle autorità definire il profilo, che attualmente sembra legato a problemi di salute psichiatrica, ma va indagato anche il percorso di auto-radicalizzazione. In questi casi devono essere seguite le persone, mentre il caso El Koudri sembra essere stato ignorato, o sottovalutato da chi avrebbe dovuto prenderlo in cura», dice il capogruppo regionale di Forza Italia, Pietro Vignali.
La Lega, invece, per un po’ insegue il Generale. Il timore è che quel 3-4% della sua previsione di voto si trasformi presto in un 10% netto. Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari chiede di accelerare il ddl Immigrazione e rilancia la proposta leghista sulla revoca della cittadinanza agli stranieri che commettono gravi reati, sostenendo che la cittadinanza debba restare legata al rispetto delle leggi e della sicurezza collettiva. Sulla stessa linea anche l’europarlamentare leghista Susanna Ceccardi e la vicesegretaria della Lega Silvia Sardone, che parlano di «fallimento dell’integrazione» e accusano la sinistra di avere sottovalutato il tema sicurezza. Il sottosegretario al lavoro, Claudio Durigon, “vede” il precipizio di Futuro Nazionale. Ed è stato l’unico leghista, ieri, a tirare il freno a mano: «Vannacci si è creato un consenso al di fuori del centrodestra cavalcando temi che il centro destra per senso di responsabilità non cavalca». Il numero due di Forza Italia, Roberto Occhiuto, non fa velo del suo pensiero: «La tentazione alla quale il centrodestra non deve cedere, nemmeno la parte più a destra – conclude – è di fare un passo indietro per “coprirsi a destra”, per timore di Vannacci. Così non si rafforza la coalizione».
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