Tutti meritano un giusto processo“. E’ una delle frasi che più ripetute da Aaron Wallace, il protagonista della serie “For Life“, scritta da Hank Steinberg e prodotta dal rapper 50 Cents che ha anche un ruolo, e non di poco conto, nei 13 episodi della prima stagione che da gennaio 2022 è possibile vedere su Rai 4 e Netflix. Una produzione che rimarca, se ancora ve ne fosse bisogno, tutte le storture del sistema giudiziario (non solo americano).

Dal razzismo alle violenze che avvengono all’interno delle prigioni con il benestare degli agenti, che nella serie scendono a patti prima con la colonia “nazista” del carcere, poi con quella “afro” per consentire l’ingresso della droga. Sempre nella serie la direttrice, riformista, del carcere viene continuamente ostacolata per l’idea di carcere aperto che ha: dai colloqui senza il vetro divisorio alle attività lavorative svolte all’interno del penitenziario alla palestra.

La serie, uscita negli Usa su Abc nel febbraio 2020 (c’è anche una seconda stagione con 10 episodi), riprende la storia di Isaac Wright Jr, che in carcere prende la licenza di penalista dopo la condanna all’ergastolo per un crimine che non aveva commesso (narcotrafficante). Con gli anni divenne un riferimento per tutti i detenuti, una ventina dei quali difesi con successo, ribaltando le ingiuste condanne che avevano ricevuto, prima di dimostrare la propria innocenza.

Wright Jr., nato nel 1962, era stato arrestato nel 1989 con l’accusa di essere il capo di una rete di pusher di cocaina nelle aree metropolitane di New York e New Jersey. Condannato all’ergastolo nel 1991, la sua condanna è stata annullata nel 1997 dopo che Wright, che nel frattempo studia legge e ottiene la licenza di penalista diventando avvocato-detenuto, ha dimostrato la corruzione all’interno della polizia (che aveva nascosto le prove che lo discolpavano) e la persecuzione del procuratore Nicholas Bissell (con la presentazione consapevole da parte del pubblico ministero di una testimonianza falsa al suo processo e le minacce rivolte agli altri testimoni), morto poi suicida quando la polizia ha cercato di catturarlo in una stanza d’albergo, dove si era rifugiato nel novembre del 1996 dopo aver violato la libertà provvisoria (e il braccialetto elettronico) in attesa del processo (rischiava una condanna a 8 anni).

Le restanti condanne di Wright (per un totale di 70 anni di carcere) furono invece annullate e, dopo aver trascorso più di sette anni in prigione, fu rilasciato e poi prosciolto da tutte le accuse, con La Corte Suprema del New Jersey ha confermato tale decisione. Nicholas Pinnock, l’attore che nella serie interpreta Aaron Wallace, ha raccontato che Isaac Wright Jr “era così concentrato sul suo unico obiettivo, ovvero uscire di prigione, che non aveva tempo per il dolore, non aveva tempo per la gioia, non aveva nemmeno tempo per la rabbia”.

 

 

 

 

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Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.