Altro che i ‘poveri’ e comuni cittadini alle prese con l’emergenza Coronavirus, divisi tra timori per il contagio e necessità di lavorare, tra le misure restrittive dei governi e il senso di oppressione dovuto alle limitazioni delle libertà individuali per fronteggiare l’allarme Covid-19. Chi non vuole proprio saperne di vivere in uno stato di emergenza sono i super ricchi di tutto il mondo, che non si arrendono alle difficoltà dovute alla pandemia di Coronavirus.

I TRATTAMENTI NELLE CLINICHE PRIVATE – A raccontare dei tentativi dei super ricchi di non arrendersi alle procedure imposte dai governi per fronteggiare l’emergenza è per esempio Mark Ali, amministratore delegato e direttore medico della Private Harley Street Clinic di Londra. Intervistato dal quotidiano britannico The Guardian, Ali ha spiegato che “c’è una enorme domanda da parte di persone molto facoltose che chiedono se possono pagare per i tamponi privati. Non siamo in grado di offrire questo servizio”. Nella sua clinica in particolare le persone facoltose chiedono trattamenti con endovena di vitamine e minerali per rafforzare il sistema immunitario, dal costo di 400 euro a sessione. “Sappiamo che il 90% degli adulti ha una carenza di vitamine, cosa c’è di meglio che un potenziamento immunitario per via endovenosa? Un’infusione endovenosa garantisce il rilascio immediato di vitamina C, complesso di vitamina B12, zinco e aminoacidi essenziali come arginina, taurina, lisina e citrullina”.

BUNKER E JET – Ma non bastano i ‘trattamenti privilegiati’ nelle cliniche private. I super ricchi di mezzo mondo stanno noleggiando in massa jet privati per partire in vacanza nei Paesi non ancora colpiti dalla pandemia di Covid-19. Con loro, lautamente stipendiati, viaggiano medici e infermieri personali pronti ad intervenire in caso di infezione.

A confermare il forte aumento di prenotazioni è Adam Twidell, amministratore delegato del servizio di prenotazione di jet privati PrivateFly. “Magari gruppi di passeggeri anziani o persone con condizioni di salute precarie particolarmente preoccupati per l’esposizione alla folla sui voli delle compagnie aeree. Abbiamo appena portato un gruppo di ritorno a Londra dal sud della Francia, con un passeggero immunocompromesso a bordo”.

L’incremento nella richiesta di bunker è confermata da Robert Vicino, fondatore e amministratore delegato di Vivos Group, società californiana che si occupa della costruzione di rifugi sotterranei resistenti ad una serie di disastri naturali e catastrofi. Proprio per fare i conti con l’emergenza Coronavirus la società ha trasformato un bunker della guerra fredda in Indiana in un alloggio per 80 persone.