Le espulsioni in casa Movimento 5 Stelle non si fermano neanche con lo scoppiare dell’emergenza Coronavirus, tra decreti per l’economia e misure restrittive per fermare il contagio tra la popolazione.

L’ultimo caso tra i grillini riguarda il deputato Raffaele Trano, recentemente eletto presidente della commissione Finanze alla Camera al posto di Carla Ruocco, passata alla presidenza della commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario. Un voto condito da una pesante scia di polemiche perché Trano era stato eletto con un solo voto di scarto, 20 a 19, grazie al voto compatto dell’opposizione, di qualche franco tiratore della maggioranza e di almeno due ex M5s passati al Misto, superando il suo collega pentastellato Nicola Grimaldi.

A votazione ancora ‘calda’ il capogruppo 5 stelle a Montecitorio Davide Crippa aveva definito “inaccettabile” l’elezione di Trano, considerata un tentativo di creare una maggioranza alternativa di centrodestra al governo Conte. Crippa aveva quindi aggiunto, riferendosi al collega, di auspicare che “non consentirà che la sua elezione possa essere strumentalizzata, lasciando così, alla maggioranza, la possibilità di procedere a una nuova votazione per la presidenza della commissione”. Invece è arrivata l’espulsione comunicata da Vito Crimi, capo politico reggente dei 5 Stelle dopo l’addio di Luigi Di Maio, senza nemmeno la ratifica degli iscritti.

Non si è fatta attendere la reazione, dura, di Trano. “iamo vivendo i giorni più difficili dalla nascita della Repubblica e, anziché pensare a come gestire l’emergenza coronavirus, tutelando la salute pubblica e sostenendo l’economia fiaccata dal Covid-19, apprendo con stupore che il direttivo Movimento 5 stelle si preoccupa delle poltrone, procedendo con la mia espulsione dal gruppo senza darmi neppure la possibilità di un confronto”, ha accusato il presidente della commissione Finanze alla Camera. Per Trano la sua unica colpa è infatti quella di essere stato “democraticamente eletto presidente della Commissione finanze della Camera. Il Movimento 5 stelle in cui ho sempre creduto e credo è quello del rispetto delle regole, dell’onestà, della democrazia e dell’uno vale uno. Se il direttivo ha cambiato orientamento sono loro e non io ad essersi discostati dalle 5 stelle”.