La data è simbolica, non a caso è arrivata l’estrema destra a mettere ‘il cappello’ su una iniziativa già particolarmente critica. Il prossimo 25 aprile, la giornata in cui si festeggia la Liberazione dal nazi-fascismo, è la data scelta da migliaia di italiani che, almeno su Telegram, si dicono pronti a scendere in piazza per riprendersi la libertà che sarebbe stata limitata dal lockdown imposto dal governo per contenere il contagio da Coronavirus.

Una protesta nata da un gruppo che attualmente conta oltre 18mila iscritti, “25 aprile ore 17.00 scendiamo in strada chat nazionale”, oltre ad una serie di chat regionali collegate che fanno salire il numero degli ‘interessati’ a quasi 50mila, che sarebbero quindi pronti a sfidare il divieto di assembramento che impedirà proprio il festeggiamento della Liberazione nelle piazze, una tradizione storica.

Nel messaggio condiviso dall’account ‘Real Manu’, amministratore del gruppo, si leggono le solite sparate ‘gentiste’ e populiste: dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte “non eletto dal popolo” e quindi “abusivamente contro il volere del popolo”, ai decreti “incostituzionali” in nome di un virus “che probabilmente è già stato debellato”. Per questo ‘Real Manu’ invita tutti gli iscritti al gruppo a scendere in piazza alle 17 di sabato 25 aprile “con cartelloni e manifesti, con fischietti e megafoni, con le auto e clacson, senza nessun simbolo politico perché ricordatevi che i politici ci hanno tradito”.

Chi invece sembra molto propenso ad utilizzare questa ‘rivolta social’ per andare in piazza, che per il lockdown non potranno ricordare la Liberazione, è il leader dell’estrema destra Roberto Fiore. Il capo di Forza Nuova ha dato infatti il suo personale ‘endersement’ all’inizitiva nata su Telegram, un “appello di libertà dall’Italia profonda”, come l’ha definito Fiore condividendo il canale Telegram dove è nata l’idea.