Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta ha detto che il rapporto con il segretario della Lega Matteo Salvini va meglio del previsto, ha definito il Presidente dell’Egitto Al Sisi un dittatore, quello della Turchia Recep Tayyip Erdogan un autocrate, ha difeso il ministro della Salute Roberto Speranza e bollato come “vergognosa” la mozione di sfiducia annunciata nei suoi confronti da Fratelli d’Italia. Un segretario dem a tutto tondo, quello intervenuto a Piazza Pulita su La7; a disposizione delle domande del conduttore Corrado Formigli, e dei giornalisti Paolo Mieli e Annalisa Cuzzocrea.

Una stoccata anche al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Il governatore, sempre al centro dell’attenzione, per via delle sue dirette sui social network ricche di sarcasmo, di attacchi frontali e del suo atteggiamento rigorista nel contrasto alla pandemia. Il Presidente ha definito “una presa in giro” la Zona Rossa, anche se lui stesso aveva promosso in diverse occasioni, durante l’emergenza, le chiusure più restrittive alla Regione da lui guidata. La Campania oggi spera di passare in Zona Arancione.

Nelle ultime settimane De Luca ha disconosciuto il piano vaccini del Commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, confermando di voler procedere non solo per fasce d’età, dopo il completamento degli ultra ottantenni e dei fragili, ma anche per categorie economiche, privilegiando le isole per far ripartire il turismo questa estate. L’affondo più duro al governo nel reclamare la mancata distribuzione di 200mila fiale in Campania: una distribuzione iniqua, a sua dire, tra le Regioni. “La Campania dovrebbe ricevere il 9,6% di vaccini in base alla popolazione, ne riceve il 7,2%. Siamo l’ultima regione a ricevere vaccini rispetto alla popolazione e questo è uno scandalo. È evidente che questo determina un rallentamento”. Se non arriveranno quelle 200mila dosi entro aprile, ritirerà la Regione dalla Conferenza Stato Regioni.

Letta ha commentato, finalmente, dopo giorni di silenzio a proposito, che “la cosa riguarda De Luca come gli altri presidenti di Regione: è il momento della responsabilità di tutti. È il momento di lavorare insieme per raggiungere buoni risultati”. E quindi un appello al nuovo Presidente della Conferenza Stato Regioni Massimiliano Fedriga: “È un appello che faccio a tutti: Fedriga lavori con lo stesso rispetto istituzionale di Bonaccini e tutti mettano da parte loro specificità”.

Nei giorni scorsi a richiamare i governatori dem infedeli alla linea dell’esecutivo era stato Giuseppe Provenzano, ex ministro del Sud con il governo Conte bis e scelto da Letta come vicesegretario: “Esiste un solo piano vaccinale, De Luca ed Emiliano lo seguano”. Una grana bella grossa, quello dei rapporti del Nazareno con le sue propaggini e vertici locali. La matassa è quella che rischia di attorcigliarsi ulteriormente nei prossimi mesi sulla partita delle amministrative a Napoli.

A bacchettare ieri il governatore campano, sul piano vaccinale, era stato anche il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri. “La questione non attiene a De Luca e alle sue richieste o ad altri presidenti: c’è un criterio unico e generale che riguarda tutto il Paese. E a me non risulta un numero maggiore di vaccini per la Campania”. De Luca non ha mai fatto una piega, neanche un passo indietro, sul piano vaccinale, sull’accordo con Sputnik e sulle isole.  Oggi pomeriggio la consueta diretta sui social del venerdì.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.