Non più “King’s Cross” e “Piccadilly Circus”: le destinazioni che campeggiano sui led degli autobus di Londra inizieranno presto ad essere il “Nightingale” e la “Excel arena”, due ospedali della capitale adibiti alla fase di post-ricovero dei pazienti positivi al Coronavirus prima di essere dismessi e lasciati a casa. La “Go Ahead”, società che gestisce i mezzi di trasporto in questione, ha infatti dato il via libera a trasformare due dei suoi single decker (gli autobus a un solo piano) in vere e proprie ambulanze per il trasporto in sicurezza dei casi di Covid-19.

Questo per dare maggiore respiro agli ospedali e agli operatori sanitari che in questo momento in Gran Bretagna stanno fronteggiando un forte aumento dei contagi: sono quasi 40mila al giorno, e nei giorni scorsi è stato raggiunto il record 1820 decessi in 24 ore, peggior bilancio di un paese europeo dall’inizio della pandemia.

Sir Simon Stevens, direttore dell’Nhs (il sistema sanitario britannico), ha lanciato l’allarme in un’intervista alla Bbc, parlando di “un ricovero ogni 30 secondi” negli ospedali del Regno Unito. Dati di fronte ai quali tutti hanno sentito il bisogno di dare una mano in ogni modo. Go Ahead ha fatto rimuovere i sedili di due mezzi e ha previsto un piano per riempirli con tutte le attrezzature mediche necessarie per garantire assistenza ai pazienti: ci saranno bombole di ossigeno, pompe di infusione e monitor controllati da medici del sistema sanitario, con la collaborazione di infermieri e volontari.

Tutti gli operatori a bordo verranno scelti tra quelli che hanno già ricevuto il vaccino, ma indosseranno comunque i dispositivi di protezione individuale. “Transport for London”, l’azienda che si occupa dei trasporti pubblici nella city, si è assicurata che i bus-ambulanza abbiano priorità, dotando i mezzi di fermate apposite a ridosso dei maggiori ospedali e fornendo pannelli da apporre sulle fiancate con il logo del sistema sanitario nazionale.

L’intento è anche quello di sgravare le ambulanze dal compito di trasportare pazienti in uscita dalla terapia intensiva, visto che da quando Londra è stata investita dalla seconda ondata i mezzi di soccorso sono sempre più difficoltà nel rispondere prontamente al numero sempre crescente di telefonate al 999.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.