Politica
Malagò presidente, Malagò commissario, Malagò candidato. E la politica perde ancora
Nessuno è riuscito a far fuori Giovanni Malagò. Il commissariamento prima sperato e poi promesso da una parte della politica si è trasformato in una melina d’azzeccagarbugli: il Presidente della Figc resta dov’è, resta chi è. Anche se si chiamerà “commissario” e avrà un paio di mesi di tempo per indire nuove elezioni, alle quali sarà l’unico candidato, e che vincerà come ha vinto quelle dello scorso giugno.
Malagò presidente, Malagò commissario, Malagò futuro candidato
Quella partorita stamattina a Palazzo H è stata l’unica soluzione per rimediare a un vizio di forma – quello del suo mancato tesseramento che gli avrebbe dovuto impedire di candidarsi – e per non delegittimare la scelta del calcio italiano, che dopo la debacle di Italia-Bosnia e la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, lo aveva chiamato a gran voce per ricostruire. Malagò commissario al posto del Malagò presidente, in attesa di far posto al nuovo Malagò presidente: è il meme di Spider-man, ma anche la soluzione per salvare lo sport e rimettere la politica – fattasi ingolosire dall’opportunità di proseguire le sue battaglie personali – a posto. Il pasticcio, d’altronde, prima che del presidente presentatosi senza tessera, è stato della Figc: aver permesso la sua candidatura nonostante la mancanza dei requisiti. E così dal ricorso di Renato Miele in poi, l’unica decisione ineccepibile del Coni era diventata quella di commissariare, con l’appoggio di Abodi e Giorgetti, che col fiato sul collo del Coni e sul Presidente Buonfiglio (“Se non commissariano la FIGC, commissario io il Coni”, aveva detto il Ministro dello Sport), si auguravano un finale diverso.
E la politica perde ancora
Davanti al forte consenso di Malagò nel consiglio del Comitato Olimpico, Buonfiglio s’è dovuto arrendere, rimediando ad una certa figuraccia in sede di votazione, con una proposta in grado di salvaguardare il Coni da possibili ricorsi e di accontentare il suo predecessore sempre più saldo nel suo nuovo incarico. Esce nuovamente sconfitto il governo, che già a giugno sperava in una sconfitta dell’imprenditore romano, mentre il calcio evita l’ennesimo scossone e vede confermata la sua scelta. A dicembre inizierà un nuovo mandato.
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