“Ai Mondiali tiferò per il Brasile di Ancelotti e per la Turchia di Montella“. Parole di Giovanni Malagò, l’ex presidente del Coni che potrebbe presto diventare il nuovo leader del Calcio italiano. Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera dimentica però anche un terzo italiano presente al Mondiale, quel Fabio Cannavaro, oggi alla guida l’Uzbekistan, che nel 2006 trascinò la Nazionale sul tetto del mondo. Probabilmente è stata solo una dimenticanza. I Mondiali Malagò li vedrà “in buona compagnia con altri italiani” ma “con un certo distacco. È la differenza fra tifoso e appassionato: il primo si organizza, sposta gli impegni per vedere le partite mentre il secondo cerca di vedere quel che può compatibilmente con i propri impegni”.

Malagò sulla presidenza Figc

Al Corriere della Sera, Malagò ha parlato anche della situazione del calcio italiano, prendendo in esame la sua eventuale elezione a presidente della Figc: “Fino al 23 giugno non mi metto a parlare di ruoli e cariche. Ammesso che venga eletto, quali promesse potrei fare ora? La credibilità si costruisce attraverso i risultati sportivi. Bisogna ottenere la qualificazione alle Olimpiadi con l’Under 21, bisogna andare bene in Nations League ed è importante anche il percorso della Nazionale femminile. La vittoria dei ragazzi dell’Under 17 all’Europeo è stata fondamentale, abbiamo buoni giocatori da cui ripartire. Bisogna valorizzare i vivai”. Poi, una parola sul suo eventuale operato in caso di elezione: “Farei un mandato di due anni più quattro e poi stop, mi tirerei indietro. Se sarò eletto andremo ai Mondiali, garantisco”.

Su come sia nato tutto, Malagò ribadisce che inizialmente “sono venute a parlarmi 5 società di serie A, avevo detto loro che non ero disponibile. Nel giro di poco i club sono diventati 18-19, un record in un ambiente spesso diviso. Allora ho chiesto loro un impegno ufficiale, dopo è arrivato l’endorsement della Lega B, degli allenatori e dei calciatori. A quel punto, io che non sentivo affatto il bisogno, mi sono però detto: se lo sport ti chiama, in modo affettuoso, per spirito di servizio mi metto a disposizione, come ho sempre fatto”. La promessa, in caso di elezione, è ovvia: “Garantisco, ci saremo (ai Mondiali, ndr)”

Sul nuovo Ct

Sul tema del nuovo commissario tecnico, che sarà annunciato solo una volta aver conosciuto il volto del presidente federale, Malagò afferma: “In questo periodo non ho parlato né con Mancini, né con Conte né con Guardiola, non sarebbe serio. Come mai non mi avete chiesto di Allegri? Solo perché pare abbia trovato un accordo col Napoli? Gli allenatori, da qui al 23 giugno, possono benissimo scegliere di prendere altre strade, i giochi si fanno dopo. Il mio impegno attuale è un atto d’amore per il calcio e così dovrà essere anche per il futuro commissario tecnico. Allenare la Nazionale è un dovere, ci vuole passione. Chiunque siederà su quella panchina dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo”, ha concluso l’ex numero uno del Coni.