Mario Draghi ha parlato sulla Legge di bilancio al termine del Consiglio dei ministri: la manovra sarà di 30 miliardi, e tra le altre novità introduce Quota 102 per le pensioni e cambia le regole per il reddito di cittadinanza. È arrivato poco dopo le 19 con oltre due ore di ritardo rispetto al previsto. Il premier ha inaugurato la conferenza stampa per spiegare le misure contenute nella manovra 2022, assieme al ministro dell’Economia Franco e quello del Lavoro Orlando.

LEGGE DI BILANCIO — Tra le altre novità, l’introduzione di quota 102 per le pensioni e significativi cambiamenti alle regole per il reddito di cittadinanza. Dodici miliardi saranno impiegati per ridurre la pressione fiscale. Qui sotto gli interventi di Draghi, Franco e Orlando durante la conferenza stampa.

QUOTA 100 – “è stata un’esperienza che non ho condiviso – ha detto Draghi –, è stata fatta, ma ora spinge a tornare al sistema contributivo rapidamente. Questa riforma ci costringe a farlo in un anno, poi dovremo arrivare a un sistema sostenibile”.

MPS – Il ministro dell’Economia Franco ha anche parlato del fallimento delle trattative tra il Tesoro e Unicredit sul Monte dei Paschi di Siena. “Con Unicredit c’è stato un divario sull’aumento di capitale e sul valore di un ramo d’azienda. Non siamo disposti a cederla a qualsiasi prezzo. Esploreremo ulteriori possibilità nei prossimi mesi”.

PENSIONI – Su questo tema il premier ha detto “non glielo posso dire perché la risposta sarà il frutto delle interlocuzioni che avremo nei prossimi giorni e anche di un conto che si fa”. Draghi ha ribadito che la transizione nel sistema pensionistico, la cosiddetta ‘Quota 102’, è tesa a un ritorno pieno al sistema contributivo. “Non ci sono scontri con i sindacati, Quota 102 avvicina prima al contributivo. Entro un anno bisogna starci, ma c’è anche la disponibilità a correggere alcune parti dialogando con le parti sociali e con il governo”. Draghi ha spiegato di “non aspettarsi uno sciopero contro la riforma delle pensioni. Sarebbe strano. Ma la decisione è nelle mani dei sindacati”.

Il governo, pur rimanendo disponibile al confronto con le parti sociali, ha ribadito che occorre tornare al sistema contributivo, per quanto riguarda le pensioni. Per questo, il governo ha deciso la chiusura del progetto Quota 100 e l’avvio di Quota 102 per il prossimo anno, con 38 anni di contributi e 64 anni di età per garantire l’uscita. “Quota 100 finisce quest’anno”, ha detto Draghi, “e la nuova misura prevede una transizione a Quota 102, abbiamo rafforzato opzione donna e ape social”.

REDDITO DI CITTADINANZA – Il premier ha ribadito di condividere il principio del cavallo di battaglia del M5s. I controlli ora saranno però ora molto più precisi, e prima che l’Rdc venga erogato. Il sistema di controlli, ha detto Draghi, cercherà di assicurare che i percettori del reddito siano incentivati a entrare nel mondo del lavoro. “Il sistema attuale non ha funzionato ma va sistemato. Va mantenuto, senza abusi, e non deve ostacolare il funzionamento del mercato del lavoro, cosa che invece è avvenuta”.

Il centrodestra avrebbe chiesto lo stop alla misura dopo un solo diniego da parte del lavoratore disoccupato; sul punto ci sarebbe stata, molto forte, l’opposizione del Movimento 5 Stelle, che aveva sostenuto il progetto (varato durante il governo Conte I, sostenuto da Lega e M5S). Secondo quanto si apprende da fonti di governo, ci sarebbe stata una telefonata tra il premier e il leader del M5S Giuseppe Conte per evitare il decalage del rdc per tutti gli occupabili, a partire dal sesto mese. Sul reddito si sarebbe arrivati a un accordo: lo slittamento scatta solo dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro. L’assegno viene sospeso dopo che si dice no a due proposte di impiego, non più tre come finora.

GIUSEPPE CONTE – L’ex premier ha detto che quello attuale non è il governo politico dei nostri sogni, e che il Movimento 5 stelle è rimasto in trincea per difendere quanto costruito in questi anni per famiglie, lavoratori e imprese”, in particolare superbonus e reddito di cittadinanza. Secondo Conte, sul cashback il Governo “doveva osare di più”.

EDILIZIA – I bonus per l’edilizia verranno prorogati al 2023, quelli al 110 per cento, con limitazioni per le “villette”. Quelli per le facciate passano, nel 2022, dal 90 al 60%, ma “chi ha già iniziato i lavori con aliquota più alta terrà quella”, ha detto il ministro Franco. In totale sono stanziati 37 miliardi, di cui 15 per il superbonus.

IMPOSTE – Nel triennio i 40 miliardi cumulati saranno destinati alla riduzione delle imposte. Nel 2022 i miliardi destinati a questo saranno 12, non 8 come previsto nei giorni scorsi. “Destiniamo 40 miliardi in un triennio alla riduzione delle imposte, di cui 24 al cuneo e la parte restante agli incentivi fiscali, alle famiglie e imprese per il patrimonio immobiliare e la digitalizzazione”.

CRESCITA – Ad animare la manovra, ha detto Draghi, c’è la spinta alla crescita che quest’anno sarà ben oltre il 6 per cento. Tagliamo le tasse, miglioriamo la spesa sociale, aumentiamo la crescita, con una legge di bilancio espansiva”.

Riccardo Annibali