In Senato la tensione altissima dopo l’affossamento del ddl Zan, a Palazzo Chigi una situazione non da meno sul testo della manovra. La cabina di regia non ha sciolto alcuni dubbi alla vigilia, salvo colpi di scena, dell’approvazione da pare del Consiglio dei ministri della legge di bilancio. Tanti infatti i fronti che restano aperti e che probabilmente si ‘trasferiranno’ in Parlamento in una battaglia tra le varie forze politiche.

PENSIONI – All’indomani della fumata nera avvenuta nell’incontro tra sindacati e presidente del Consiglio Mario Draghi, sulle pensioni il ministro dell’Economia Daniele Franco ha proposto ai capidelegazione dei partiti di maggioranza di rimpiazzare Quota 100, in scadenza il prossimo 31 dicembre, con Quota 102. 

Una formula che comprende 64 anni di età e 38 di contributi ma per un solo anno, il 2022, per poi tornare al regime ordinario, ovvero alla legge Fornero. Avanti, invece, almeno per il 2022, con Opzione Donna, e dovrebbe arrivare anche un allargamento della platea dell’Ape sociale per i lavori usuranti.

Una situazione in cui il PD si pone da ‘intermediario’ tra Palazzo Chigi e sindacati dopo lo scontro di martedì. Draghi che avrebbe a sua volta aperto ad un tavolo/cabina di regia con le organizzazione sindacali da istituire il prossimo anno per studiare assieme una soluzione.

REDDITO DI CITTADINANZA – Ampiamente prevedibile invece la stretta sul reddito di cittadinanza, misura simbolo del Movimento 5 Stelle che Draghi in passato aveva annunciato a più riprese di voler mantenere ma con delle modifiche.

I cambiamenti arriveranno: i controlli saranno più rigidi e soprattuto ex ante e non dopo l’ottenimento del sussidio. Ma soprattutto l’assegno sarà tagliato dopo due proposte di lavoro rifiutate. Il “decalage” dell’assegno dovrebbe essere progressivo, dal secondo rifiuto in poi, ma non sarebbero state indicate le percentuali del taglio.

Modifiche che il Movimento 5 Stelle, tramite il capodelegazione Stefano Patuanelli, si riserva di valutare nell’ambito dell’”equilibrio complessivo”, un via libera con riserva.

CASHBACK – Il cashback di Stato invece non dovrebbe tornare. La misura istituita dal secondo governo Conte, partita lo scorso gennaio e poi sospesa dal governo Draghi nel secondo semestre di quest’anno, dovrebbe essere cancellata. 

La misura era prevista anche per il primo semestre del 2022 e aveva ancora a disposizione 1,5 miliardi

SUPERBONUS – Pentastellati che potranno invece contare sulla proroga del superbonus, altra battaglia del Movimento. Conte e compagni hanno infatti ricevuto rassicurazioni su una proroga di sei mesi dell’incentivo al 110% per le villette unifamiliari, pur con un tetto Isee di 25mila euro, mentre il bonus facciate potrebbe essere rinnovato per tutto il 2022, anche se con una percentuale minore, che passerebbe dal 90 al 60%.

Come avevamo chiesto la proroga del Superbonus sarà estesa anche alle unità monofamiliari – scrive Conte su Twitter – La misura ideata dal M5S secondo le stime vale 12 miliardi di Pil e 150mila posti di lavoro l’anno. Significa crescita e sostenibilità”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.